
Dei 39,8 milioni del Piano così integrato circa 25 sono dedicati alla non autosufficienza; circa 15 sono risorse degli enti locali, 11 provengono dalla Regione, 4 dall’Azienda Usl, circa 1 dalle Fondazioni bancarie e 8 dagli utenti. La responsabile dell’Ufficio di Piano dell’Unione Barbara Papotti ha delineato le caratteristiche del documento all’esame del Consiglio rammentando come questa integrazione comprenda anche alcuni progetti innovativi, ad esempio per l’adolescenza e per il contrasto alla violenza di genere in ambito familiare: ha poi ricordato come dietro ai numeri contenuti nella delibera ci siano persone in carne ed ossa, utenti ma anche operatori, ad esempio delle ASP, e come sia necessaria una progettazione sempre più partecipata dei vari interventi in prospettiva.
Nel corso del dibattito Alessandro Cesari (Pd) ha rimarcato l’importanza del progetto di creazione di una rete di monitoraggio delle persone fragili, che può consentire di salvare vite in caso di emergenze come quelle che il nostro territorio ha vissuto recentemente. Giovanna Zironi (Rilanciamo Soliera nelle Terre d’Argine) ha invece sottolineato la mancanza di un percorso di valutazione di piani ed obiettivi criticando il fatto che “dopo dieci anni dall’adozione dei primi Piani di Zona siamo ancora qui a chiederci come verificare le azioni svolte. E l’hospice a Soliera non c’è, così come ci sono due appartamenti vuoti da anni”. Monica Medici (M5S-Uniti per Novi, Rovereto e Sant’Antonio) ha criticato dal canto suo l’assenza nei documenti presentati di indicatori di processo, tanto da rendere impossibile deliberare mentre Anna Azzi (Carpi Futura) ha invece notato l’assenza di dati che consentano di fare confronti con gli anni passati, necessari alla relativa valutazione politica; Monia Mussini (Pd) ha infine ribadito come questa integrazione si inserisca in un percorso avviato da anni, sottolineando positivamente l’inserimento nel documento in discussione di progetti per l’adolescenza e la violenza di genere.
L’assessore Solomita ha controreplicato spiegando come ci sia l’impegno a redigere un vero e proprio Bilancio sociale per leggere nel tempo il Piano di Zona, che ora questo strumento “dà una risposta adeguata al contesto ma non in prospettiva. La radicalità dev’essere l’approccio per il nuovo Piano, non solo la sua manutenzione”. Solomita ha ribattuto infine alle affermazioni della consigliera Zironi ricordando che dal primo settembre scorso i due appartamenti per malati psichiatrici di Soliera, “dopo un’attesa comunque troppo lunga”, sono stati aperti per sei ospiti.
L’integrazione al Programma Attuativo 2013-14 del Piano di Zona (PdZ) per la salute e il benessere sociale 2009-2011 è stata alfine approvata da tutti i gruppi presenti mercoledì scorso in Consiglio, contraria solo Zironi di Rilanciamo Soliera nelle Terre d’Argine.

