
L’osteoporosi è una patologia caratterizzata dalla progressiva diminuzione della massa ossea e dal deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo. Il fenomeno, più strettamente legato al processo di invecchiamento, porta all’aumento della fragilità ossea e al conseguente aumento del rischio di fratture. Si calcola che in Italia – che è il Paese europeo con la massima percentuale di ultra sessantacinquenni (18,3%) – la prevalenza dell’osteoporosi nelle donne sia pari a 15% a 50-59 anni, 26% a 60-69 anni, 39% a 70-79 anni e persino superiore al 50% sopra gli 80 anni. e il 14% degli uomini oltre i 60 sia affetto da osteoporosi.
Da quest’anno è attivo al Policlinico, il Centro del “Metabolismo osseo nelle malattie reumatiche” presso il quale vengono seguiti i pazienti affetti da Osteoporosi. “Sin dall’adolescenza una corretta alimentazione e una cultura dell’attività sportiva contribuiscono a consolidare la massa ossea. Se l’obesità è un fattore di rischio per tante malattie, l’osteoporosi è, infatti, favorita anche dall’eccessiva magrezza che si accompagna ad una rarefazione dell’osso”, spiega il dottor Carlo Manzini, il reumatologo del Policlinico che si occupa di osteoporosi.
L’importanza di questo argomento è confermata dai dati sulla mortalità legata alla frattura del femore che è di circa il 15-25% e che solo il 30-40% di chi ha subito la frattura del femore, a un anno dall’incidente, ha recuperato autonomia nella vita quotidiana. A questa problematica, si aggiunge quella delle fratture spontanee delle vertebre, talora diagnosticate solo occasionalmente a distanza di tempo.

