
“Magazzino 18” è un edificio realmente esistente nel porto vecchio di Trieste, “un logo della memoria” dove furono portati e custoditi mobili e masserizie dei trecentocinquantamila esuli istriani, mai recuperati dai proprietari per oltre sessant’anni. Un luogo o, meglio, un cimitero della memoria che documenta una pagina dolorosissima della storia d’Italia, di una vicenda complessa e mai abbastanza conosciuta del nostro Novecento.
Simone Cristicchi, coadiuvato nella scrittura da Jan Bernas e diretto dalla mano esperta di Antonio Calenda, partirà proprio da quegli oggetti privati, per riportare alla luce ogni vita che vi si nasconde: la narrerà schiettamente e passerà dall’una all’altra cambiando registri vocali, costumi, atmosfere musicali, in una koinée di linguaggi che trasfigura il reportage storico in una forma nuova, che forse si può definire “Musical-Civile”.

