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La tecnologia italiana vince in India: certificata la qualità delle macchine agricole italiane in Punjab

PunjabUna patente di eccellenza alla tecnologia delle macchine agricole delle imprese emiliano-romagnole che potranno accedere con maggiore facilità a un mercato enorme come quello indiano.

Dalla fiera EIMA in corso a Bologna, arriva la notizia che conferma il buon esito dell’iniziativa “Campo prova Punjab” nell’ambito del progetto India, promosso da Unioncamere Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna, FederUnacoma (Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l’Agricoltura) e IICCI (Indo-Italian Chamber Of Commerce & Industry).

La Punjab Agricultural University (PAU) della città di Ludhiana nello stato ind iano del Punjab, sta certificando ufficialmente la qualità dei macchinari agricoli italiani testati in due edizioni della fiera “Kisan Mela” in un’area messa a disposizione dal Governo locale nel Campus dell’Università.

L’omologazione ha particolare importanza in quanto permette l’accesso a sussidi concessi dal governo indiano agli agricoltori per l’acquisto solo di tecnologie macchine “approvate”.

Si apre quindi una ulteriore opportunità per la produzione italiana che ha dato prova di adattabilità, qualità, efficienza di funzionamento delle macchine ed attrezzature per l’agricoltura, della relativa componentistica e dei macchinari per l’agroindustria e il food processing.

“Il campo prova macchine agricole ha riscosso notevole successo tra gli interlocutori indiani coinvolti, Governo, Università e imprese italiane partecipanti – conferma Jaskran Singh Mahal, responsabile dell’unità di ingegneria agricola dell’Università di Ludhiana – Le nuove tecnologie introdotte hanno consentito anche agli studenti di migliorare la propria attività di ricerca. Si è creato un punto di contatto e di scambio che darà la possibilità di sviluppare partenariati e cooperazione industriale attraverso joint venture e realizzare macchine su misura per le esigenze del mercato locale”.

Sempre più macchine “su misura” per il mercato indiano dunque. Alla Punjab Agricultural University è stato avviata una collaborazione tecnica con sessioni di formazione di tecnici e distributori indiani grazie alla presenza del “centro dimostrazioni permanente” dei macchinari italiani “che ha permesso azioni di promozione anche in altre località – sottolinea Sergio Sgambato, segretario generale della Indo-Italian Chamber of Commerce – Il progetto del “campo prove” proseguirà nel 2015 a Pune, nello stato del Maharashtra, nell’India centro-occidentale, con il supporto della Camera di commercio locale”.

Il progetto India si è caratterizzato come una azione di promozione e commercializzazione integrata a un mercato di grandi opportunità ma complesso, con un approccio articolato in vari step tra cui la partecipazione collettiva di imprese emiliano-romagnole alla fiera Eima Agrimach 2013 India a New Delhi e, più di recente, la partecipazione al Macfrut 2014 di buyer e istituzioni indiani, tra cui un rappresentante dell’agenzia del Governo centrale per lo sviluppo dell’agricoltura.

Nelle tre annualità del Progetto India, comprendente oltre a macchinari agricoli, anche altri cinque settori (ambiente e sostenibilità, edilizia e costruzioni, arredamento, macchine da imballaggio, macchinari elettromeccanici), sono 220 le imprese che hanno partecipato a incontri d’affari in Italia e in India, visite, workshop, o si sono sottoposte a profilazione, studi di fattibilità e check aziendale da parte degli esperti della Indo-Italian Chamber of Commerce, beneficiando di servizi di assistenza specialistica.

“I risultati dell’indagine di customer satisfaction che abbiamo realizzato a conclusione del progetto sono molto confortanti – aggiunge Sgambato – perché una percentuale molto alta, pari all’87 per cento delle imprese, ha confermato la validità del percorso avviato”.

Dal questionario emerge infatti che più del 10 per cento in un tempo medio di un anno di lavoro, ha concluso accordi commerciali o è in fase di trattativa avanzata.

La percezione prevalente nelle imprese è di un mercato potenzialmente molto interessante, ma non facile, che richiede tempi medio lunghi. Due le attività che vengono indicate come più utili: la possibilità di incontri in Italia e in India con aziende pre-selezionate e la partecipazione a collettive e fiere specializzate.

Immagine: in piedi a dx Jaskran Singh Mahal