
Sostanzialmente non cambierà la futura programmazione territoriale superiore proposta dalla Conferenza provinciale di coordinamento. Anche per l’anno prossimo a Castelfranco non ci sarà un nuovo indirizzo di istruzione secondaria superiore, liceo scientifico o istituto tecnico. D’altra parte in nessuna sede, Conferenza di coordinamento e Consiglio provinciale, lo stesso sindaco di Castelfranco ha avanzato una ipotesi di proposta in tal senso, neppure un semplice auspicio.
Eppure è un’esigenza sentita da quasi 15 anni dai cittadini non solo di Castelfranco ma anche dei comuni limitrofi. E’ evidente che l’offerta, sia quantitativa che qualitativa, dell’Istituto Spallanzani di Castelfranco è insoddisfacente. Ogni mattina oltre mille studenti sono costretti a migrare verso Modena o altre province, creando il fenomeno del pendolarismo scolastico, che alimenta una mobilità tutt’altro che sostenibile anche economicamente e in contraddizione alle politiche enunciate su ambiente, territorio e qualità della vita.
Ancora una volta, e per gli anni futuri, gli studenti dai 14 ai 18 anni residenti a Castelfranco probabilmente dovranno accontentarsi di diventare tutti cuochi, camerieri o giardinieri. A questi bisogna poi aggiungere anche gli studenti residenti nei comuni limitrofi che, unitamente alle loro famiglie, trarrebbero beneficio da una scuola più vicina.
Nonostante i proclami di Renzi per un maggiore impegno a favore dell’istruzione e dell’edilizia scolastica, l’Italia non cambia verso. Men che meno Castelfranco Emilia.
(Dante Mazzi, Democrazia Civica)

