
A fronte di questo fenomeno se ne evidenzia uno di segno opposto, cioè l’aumento della quota di occupati tra i 56 e i 65 anni, che nello stesso periodo dal 5% arriva ora a sfiorare il 10%.
Non è tutta colpa della crisi economica internazionale, che riguarda anche l’Unione Europea e l’Italia; esistono evidentemente anche cause specifiche e normative italiane che hanno bloccato la circolarità generazionale e irrigidito conseguentemente il mercato del lavoro. Basti pensare allo shock previdenziale scaturito dalla riforma Fornero che ha allungato l’età pensionabile. Su questo scenario, però, insistono anche altre variabili, tra cui la scelta degli indirizzi di studi e la disponibilità, anche quantitativa, di quelle figure di cui necessita il tessuto economico locale. Infatti sebbene manchi il lavoro, in provincia di Modena e Reggio Emilia, ci sono molte professioni vacanti e imprese che hanno bisogno di personale e non riescono a trovarlo.
I mercati chiedono ciò che serve e un giovane deve essere messo nelle condizioni per poter scegliere consapevolmente e ragionevolmente, anche in relazione alle esigenze delle imprese del territorio, che restano ancora rivolte eminentemente a ingegneri meccanici e tecnici di produzione, all’area informatica e a quella economico-finanziaria, con le lingue come competenza trasversale. I giovani e le imprese possono e devono aiutarsi, specie in carenza di politiche adatte a rilanciare l’occupazione giovanile. E’ quindi importante valorizzare le capacità dei giovani incrociandole, sulla base di dati reali, con domanda e offerta.
Come associazione di categoria da anni lavoriamo per creare un efficace collegamento tra il mondo della scuola e il mondo delle imprese con numerose iniziative su tutta la provincia di Modena e Reggio Emilia, sempre a disposizione delle scuole, degli studenti e delle loro famiglie e, naturalmente, dei nostri imprenditori.


