
L’autovettura rubata, una Q5 asportata a Sant’Ilario d’Enza del valore di 50.000 euro, rinvenuta dai Carabinieri costituisce comunque un recupero ritenuto dai Carabinieri assolutamente “fruttuoso” sia sotto l’aspetto economico, considerato il valore del mezzo e quello della refurtiva, che sotto quello investigativo essendo il mezzo, la refurtiva, le armi e gli attrezzi da scasso stati sottoposti a rilievi per cercare di trovare anche in sede scientifica una svolta investigativa che possa portare all’identificazione dei malviventi. La refurtiva costituita da 4 computer Apple, alcune macchine fotografiche del valore di circa 7.000 euro è stata interamente recuperata e restituita ai derubati. La pistola calibro 7,65 e quella scacciacani, la cui provenienza è al vaglio, sono state sequestrate unitamente a numerosi attrezzi atti allo scasso. Ad avvalorare il fatto che la banda intercettata a Bibbiano sia la stessa che da alcune sere sta agendo tra le province di Reggio Emilia e Parma depredando abitazioni è costituito dal modus operandi che i malviventi utilizzano per compiere i furti: si arrampicano anche nei piani più alti raggiungono i balconi e dopo aver rotto il vetro della porta finestre accedono nelle case dove i proprietari sono momentaneamente assenti.
I Carabinieri si auspicano di trovare la giusta svolta alle indagini anche in sede scientifica in quanto sulla vettura, sulla refurtiva, sulle armi e sugli attrezzi da scasso rinvenuti gli operanti hanno proceduto all’esaltazione delle impronte digitali che verranno inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche Carabinieri di Parma per le indagini di comparazione con i soggetti pregiudicati censiti in Banca Dati. Indagini quelle condotte nel massimo riserbo dai Carabinieri reggiani che sono coordinate dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia.

