
Ora la Provincia, al fine di coordinare l’azione dei Comuni, con l’ordinanza tipo risolve i problemi di applicabilità, sollevati dalla Prefettura di Modena, di una precedente ordinanza dell’Anci, anche questa destinata a tutti i Comuni, sulla gestione degli abbattimenti delle nutrie.
L’ordinanza regola i piani di abbattimento che saranno effettuati dai cacciatori, nel rispetto delle regole sull’attività venatoria, da circa 500 coadiutori autorizzati in tutto il territorio comunale, ad eccezione delle aree di divieto stabilite dal sindaco, e dalla Polizia provinciale.
Prevista e regolamentata anche la cattura con apposite trappole, con successiva soppressione, anche da parte degli agricoltori con divieto di utilizzare veleni e rodenticidi.
Da diversi anni la Provincia ha messo a punto un piano straordinario di controllo sui corsi d’acqua: in sei anni sono state abbattuti circa 51 mila esemplari di cui quasi sei mila nel 2014.
Le nutrie sono dannose per gli argini non solo a causa delle tane ma anche perché distruggono in profondità la vegetazione contribuendo a rendere le rive meno stabili e più facilmente soggette a frane.
La nutria è un roditore di grossa taglia (arrivano a pesare anche dieci chili) originario del Sudamerica e introdotto in Europa negli anni ‘20 per la produzione di pellicce (il cosiddetto castorino). Dopo la crisi di questa attività, la nutria, non essendo cacciate e in assenza di predatori naturali, ha iniziato a moltiplicarsi velocemente in tutta Europa. Nel modenese la nutria è arrivata intorno ai primi anni ’80; i comuni più interessati sono quelli dell’area nord.

