
E’ stato lo stesso l’imprenditore reggiano, dopo una quindicina di giorni dall’installazione del software che permetteva attraverso l’home banking di effettuare operazioni bancarie on line, ad accorgersi di alcune transazioni anomale tre delle quali, per un importo di circa 12.000 euro sono andate a buon fine. Si è subito rivolto ai carabinieri di Castellarano denunciando la frode informatica. I carabinieri di Castellarano attraverso le indagini telematiche risalivano all’IP del computer dal quale erano stati fatti gli indebiti bonifici ricostruendo tutte le operazioni sino ad arrivare ai “beneficiari” ovvero a coloro che grazie alla pirateria informatica erano riusciti a rimpinguarsi il conto corrente. I Carabinieri hanno quindi accertato che il bergamasco ha ricevuto un accredito di 4.100 euro prelevando l’intera somma, il romano 2.500 euro riuscendo però a prelevare solo 700 euro perché il conto gli è stato bloccato mentre il giovane di Regio Calabria pur ricevendo un accredito di 5.100 euro sul suo conto non ha prelevato un centesimo essendogli stato bloccato il conto. I 3 venivano quindi denunciati per concorso in frode informatica. Le indagini tuttora in corso sono tese ad accertare eventuali analoghe condotte delittuose commesse dai 3, con il probabile ausilio di altri complici, nei sistemi informatici di altre aziende.

