
“In questi mesi, con il passaggio dall’operazione Mare Nostrum all’operazione Triton, l’organizzazione dell’accoglienza dei profughi sul territorio è radicalmente cambiata: i Comuni sono sempre meno coinvolti, anche nella ricerca degli alloggi, ora affidati unicamente alla cooperativa sociale scelta dalla Prefettura. Questa ha il compito di ricercare, come è stato fatto anche a Sassuolo, alloggi privati da affidare ai profughi. Se da un lato questo è positivo perché toglie al Comune l’impegno di ricercare alloggi e di anticipare costi che poi sarebbero rimborsati dallo Stato, dall’altro il rischio è quello di escludere il Comune da qualsiasi processo decisionale e da qualsiasi forma di controllo sia sui profughi sia sulle modalità di gestione, anche degli alloggi, e della loro ubicazione. Il Comune non può essere uno spettatore passivo di scelte cadute dall’alto ed i profughi non sono bancali di mattonelle per i quali è sufficiente trovare spazi in cui collocarli solo per dire di avere fatto il proprio dovere. Vanno garantite legalità, sicurezza, ordine pubblico, e tutte le condizioni affinché queste persone possano trovare, attraverso il lavoro al servizio della collettività che li ospita, motivo di partecipazione alla vita ed alla realtà sociale, oltre che un’occasione per ricambiare, con il proprio contributo lavorativo, il loro mantenimento sul territorio. E’ una questione di dignità personale oltreché di un giusto bilanciamento tra diritti e doveri.
Visto che si tratta perlopiù di uomini maggiorenni, ai quali lo stato paga, con soldi pubblici, vitto, alloggio e sistemazione all’interno delle comunità, perché non fargli per esempio pulire le aiuole od impiegarli in lavori di manutenzione del patrimonio e del verde pubblico o, come è stato documentato nei giorni scorsi, a spalare la neve? Questo sarebbe costruttivo ed utile sia per il Comune e la collettività intera, sia per i profughi che avrebbero modo di essere coinvolti nello spirito di una società certamente solidale ma che pone come riferimento un giusto equilibrio di diritti e di doveri”.

