
Questa crisi ha mostrato la fragilità dei nostri sistemi di previsione e valutazione. Ci si domanda, per uscirne, come riuscire a imboccare percorsi che siano sostenibili nel lungo periodo e che possano dunque fornire una base robusta per le scelte di convenienza e gli investimenti. Si tratta di un’esigenza che non deriva soltanto dalla scarsità energetica e ambientale, ma da una trasformazione più estesa e profonda che riguarda il senso stesso della modernità. Il fatto che nella dinamica recessiva siano confluite tre crisi distinte (di domanda, di competitività e di sostenibilità) ha reso evidente che il problema da affrontare non consiste nel rimediare a questo o quel fattore di scarsità, ma sta nelle modalità dissipative con cui lo sviluppo moderno è andato avanti sinora. C’è poi da tenere conto di un secondo grande cambiamento – riflette Enzo Rullani – L’economia industriale di oggi è diventata economia delle reti ed economia della conoscenza: un’economia che produce valore economico promuovendo la flessibilità delle organizzazioni a rete, la creatività individuale e l’intelligenza collettiva.
La distruzione dissipativa di beni materiali, che «impoverisce» l’ambiente e le risorse energetiche naturali – prosegue Rullani – non può più essere realizzata nell’ombra, in modo invisibile. Il solo fatto di pensarla e tradurla in termini di significato la classifica come percorso da evitare. La dissipazione, anche quando è inevitabile, non fa più parte del motore propulsivo della produzione moderna.
Le innovazioni che rendono l’uso della conoscenza più efficiente, flessibile e creativo non giocano più la carta dello spreco delle risorse ambientali ed energetiche, ma si muovono in senso contrario: tendono ad includere l’ambiente tra le risorse da valorizzare e da tradurre in significati positivi, riconosciuti dai mercati e dunque consegnati alla condivisione e allo scambio dci diversi produttori e consumatori interessati. Da questo punto di vista, le Ict (Information and Communication Technology) – che rendono facile la comunicazione a distanza – possono essere un potente strumento dell’intelligenza collettiva, utile per elaborare idee chiave in modo condiviso, per costruire comunità epistemiche, per organizzare filiere di flessibilità e di creatività in rete.
Reti comunicative e di divisione del lavoro e organizzazioni lean, che associano flessibilità a mancanza di sprechi, consentono di utilizzare al meglio la base ambientale ed energetica disponibile, adattandola senza attriti alle idee e alle esigenze da portare avanti nei singoli contesti e in funzione dei singoli usi.
La conferenza si tiene nel Teatro della Fondazione, con inizio previsto alle ore 17,30. La conferenza, come tutte le altre del ciclo, sarà inserita nell’archivio conferenze presente nel sito www.fondazionesancarlo.it, da cui potrà essere scaricata gratuitamente e sarà trasmessa in diretta web collegandosi al medesimo sito A richiesta si rilasciano attestati di partecipazione. Il ciclo di lezioni gode dell’accredito ministeriale per la formazione del personale della scuola (DM 18 luglio 2005).

