
Le operazioni di ricerca sono state effettuate dai tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Sul posto sono intervenute le stazioni di Corno alle Scale e di Monte Cimone del Soccorso Alpino Emilia Romagna – SAER, coadiuvate dalla stazione di Rocca di Badolo.
A dare l’allarme questa mattina è stato uno dei due escursionisti, quello poi deceduto, che è riuscito a estrarre la mano dalla neve e a chiamare col cellulare il 118. I due sono stati travolti dalla valanga, e rimasti quasi completamente sepolti sotto un metro e mezzo di neve, ad eccezione del viso. È stato proprio il peso della coltre nevosa ad aver provocato traumi gravi e, in un caso, il decesso.
I tecnici del Soccorso Alpino sono riusciti a raggiungere i due sciatori, che si trovavano in una zona impervia, a monte della Valle del Silenzio, in prossimità del quinto Canalino, soltanto con l’ausilio degli sci d’alpinismo muniti di pelli. Una volta sul posto hanno estratto i due escursionisti. I feriti sono stati trasportati a valle con un telo termico per il primo tratto, e successivamente sul toboga fino al rifugio di località Cavone. Qui c’erano ad attenderli le ambulanze e il personale sanitario, che hanno trasportato gli sciatori fino a Lizzano in Belvedere, dove si trovavano due elicotteri. A causa del vento, della neve e della nebbia, infatti, gli elicotteri non sono riusciti ad arrivare in quota.
A Lizzano è stato purtroppo constato il decesso di C. P., pistoiese di 49 anni, deceduto a causa dei gravi traumi anche interni riportati, insieme allo stato altrettanto grave di ipotermia. Il compagno, A. C. di 50 anni di Prato, con traumi agli arti inferiori e ipotermia severa ma non grave, è stato, invece, elitrasportato all’ospedale Maggiore di Bologna. Non sarebbe in pericolo di vita.
È stata esclusa con buona probabilità la presenza di altre persone in zona coinvolte dalla valanga. Sembra, infatti, che nel territorio interessato dal fronte non fossero presenti che i due scialpinisti.

