
“Da parte nostra – prosegue Ferrari – come costruttori di Lapam Confartigianato, abbiamo lanciato una petizione unitaria on line contro lo split payment. Grazie alla nostra battaglia a febbraio l’impatto dello split payment è stato attenuato con una norma che prevede di anticipare alle imprese appaltatrici il 20% dell’importo dei lavori. Ma siamo arrivati anche a Bruxelles e abbiamo segnalato ai Commissari europei interessati alla materia l’impatto negativo della norma sulle imprese e la scelta dell’Italia di applicare lo split payment senza aspettare il parere positivo dell’Unione Europea. Parere necessario visto che si tratta di una misura di deroga in materia di Iva. Ebbene, la risposta non si è fatta attendere”.
Infatti dagli Uffici del Commissario Ue per gli affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, Pierre Moscovici, è arrivato il chiarimento sulla vicenda: “Qualsiasi provvedimento di deroga in materia di Iva – si legge nella lettera di risposta ricevuta da Lapam Confartigianato edilizia – può essere legittimamente applicato in uno Stato membro soltanto dopo che il Consiglio europeo ha adottato all’unanimità una proposta della Commissione a tale riguardo”. E, al momento, il Consiglio europeo non si è ancora espresso. Come dire, insomma, che sullo split payment l’Italia ha fatto il passo più lungo della gamba e che sulla legittimità della sua applicazione pende ancora il via libera dell’Europa.

