In Consiglio a Modena il rendiconto 2014. Spese in calo per quasi dieci milioni e aumentano multe e tributi non pagati

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    Nel 2014 la spesa del Comune di Modena é calata di quasi dieci milioni di euro, 4,4 per effetto di contabilizzazioni, 5,3 per vere e proprie razionalizzazioni dei costi. Nello stesso anno le entrate da trasferimenti sono calate da 46,5 a 23,5 milioni facendo salire al 90 per cento, rispetto all’80 per cento del 2013, l’indice di autonomia finanziaria dell’ente. Il risultato della gestione ha permesso di realizzare un avanzo complessivo da destinare a investimenti nel 2015 di due milioni e mezzo di euro, 800 mila euro dalla spesa corrente, un milione e 700 mila euro da conto capitale.

    Sono i risultati principali del bilancio consuntivo 2014 (190 milioni la spesa corrente, esclusa la Tari, con 18 milioni di investimenti) illustrati al Consiglio comunale di oggi, giovedì 30 aprile, dall’assessora al Bilancio Ludovica Carla Ferrari che ha sottolineato l’aumento della cifra destinata ai fondi crediti di dubbia esigibilità per le multe (dieci milioni e 456 mila euro) e per alcune voci di tasse e imposte, come la Tares\Tari (quattro milioni e 800 mila euro) o l’Ici/Imu (un milione e 86 mila euro). “Questa crescita è la conseguenza – ha spiegato Ferrari – di un aumento dei mancati pagamenti registrato negli ultimi tre anni nonostante sia migliorata nello stesso periodo la capacità del Comune di recuperare risorse dall’evasione. E’ probabilmente uno degli effetti della crisi economica che ci ha indotto a potenziare ulteriormente l’impegno contro l’evasione, soprattutto per una ragione di equità e per fare in modo, per esempio sulla Tari, di ridurre l’aumento del 3,7 per cento previsto proprio a causa di questa crescita dei mancati pagamenti”.

    Insieme al Consuntivo, l’assessora Ferrari ha presentato anche la delibera che riclassifica l’inventario immobiliare e ridefinisce i valori delle voci dello stato patrimoniale del Comune come previsto dai processi di armonizzazione del bilancio che l’Amministrazione modenese ha recepito con aggiornamenti successivi già nel corso del 2014. Per quanto riguarda la riclassificazione del patrimonio, in particolare, le nuove disposizioni prevedono nuove classi di aggregazione, poiché dalla categoria giuridica si passa alla tipologia economica dei beni.

    OK DEL CONSIGLIO AL RENDICONTO 2014

    A favore il Pd, contro FI, M5s, Ncd e CambiaModena, astenuto Per me Modena. Sì anche alla delibera che riclassifica e ridefinisce i valori del patrimonio immobiliare comunale

    Il Consiglio comunale ha approvato il Bilancio consuntivo 2014. Nella seduta di oggi, giovedì 30 aprile, al termine del dibattito, si è espresso a favore il Pd, contro FI, M5s, Ncd e CambiaModena, e si è astenuto Per me Modena. Insieme al Rendiconto per l’esercizio 2014, illustrato dall’assessora Ludovica Carla Ferrari, è stato approvata anche la delibera che riclassifica l’inventario immobiliare e ridefinisce i valori delle voci dello stato patrimoniale del Comune come previsto dai processi di armonizzazione del bilancio. Si sono espressi a favore Pd, M5s, Ncd, CambiaModena e Per me Modena. Astenuto FI.

    In dichiarazione di voto, Adolfo Morandi di Forza Italia ha affermato che “i numeri del consuntivo dicono che si continua con la logica del tassa e spendi: le tasse sono aumentate di molto, con una ricaduta negativa sulla città, mentre la revisione della spesa – ha aggiunto – è stata molto limitata e insufficiente”.

    Per Paolo Trande (Pd), invece, i numeri dicono che “Modena in questi anni ha governato bene i suoi conti. Se rapportiamo il calo di risorse alla quantità e qualità dei nostri servizi, abbiamo fatto un buon lavoro: non avremmo potuto mantenere questi servizi se non avessimo fatto un’opera seria di efficientamento”.

    Secondo Antonio Montanini di CambiaModena “noi stiamo chiedendo più soldi ai cittadini ma in cambio diamo meno servizi e con meno qualità. Mi aspettavo anche qualcosa in più dall’efficientamento: non siamo andati a colpire il costo maggiore dell’Ente, che sono i dipendenti. Ci vuole il coraggio di rompere lo schema e di pensare che le tasse si possono calare”.

    Mario Bussetti (M5s) ha sostenuto che “il ‘buon lavoro’ della Giunta è stato fatto in modo semplice: aumentando progressivamente, e non di poco, la tassazione. Si è innescato un ciclo di incrementi di tasse sempre più difficili da pagare – ha continuato – che sta provocando un impoverimento della città. Dobbiamo partire da qui e trovare i modi per arrestare questo fenomeno”.

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