
ANDAMENTO OCCUPAZIONALE GENNAIO-MARZO 2015
Vendita al minuto di prodotti extra alimentari. E’ il settore che più degli altri denota sofferenza occupazionale: -2,4% il saldo tra assunzioni e licenziamenti nei primi tre mesi dell’anno. Influisce in questo settore il calo dei consumi che prosegue da diversi anni e che sta provocando una continua erosione anche della base occupazionale
Turismo e pubblici esercizi. Il saldo resta negativo anche in quest’ambito proseguendo così la sua curvatura verso il basso: -1,3%. Non si assiste nel settore alla stabilizzazione dei contratti, anzi prosegue il fenomeno del passaggio da quelli a chiamata ai vaucher, strumenti ancor più flessibili che consentono di rispondere a necessità dovute A picchi lavorativi, però sempre più rari.
Vendita al minuto di prodotti alimentari. Dopo diversi trimestri di crollo dell’occupazione nei primi tre mesi dell’anno il saldo tra fine/inizio rapporto, è, seppur molto contenuto, positivo: +0,2%.
Commercio all’ingrosso. È il settore in cui si registra la ripresa occupazionale più sostenuta +2,4%. Ripresa che segue l’aumento di fatturato delle imprese attive nell’ingrosso, registrato nei trimestri precedenti. Si nota una maggior progressione del numero degli assunti in quelle realtà che si rivolgono al manifatturiero, segnatamente a quei settori con maggiore vocazione all’export.
“Affrettato per ora affermare che l’effetto combinato della decontribuzione prevista dalla Legge di Stabilità e del Jobs act attivo dal 7 marzo, abbia prodotto una vera spinta occupazionale tra le MPMI di commercio e turismo – fa notare Confesercenti Modena – Sicuramente l’andamento economico delle attività che si rivolgono esclusivamente al mercato interno, ancora in stagnazione, tende a frenare una vera e propria ripresa dell’occupazione, anche in presenza di incentivi interessanti come l’esonero contributivo o la maggiore flessibilità introdotta dal Jobs act. In attesa quindi di una ripresa dei consumi sostenuta e duratura che ad oggi ancora fatica a manifestarsi, per favorire un ulteriore recupero dell’occupazione, occorrerà investire sulle politiche attive e quindi sull’orientamento ed il riorientamento in modo da far incontrare meglio domanda ed offerta di lavoro. Sarà altresì necessario investire poi maggiormente anche sulla formazione, sostenendo in particolare quella professionalizzante che fin’ora si è dimostrata uno dei pochi strumenti in grado di favorire l’occupazione dei giovani nonché di riconvertire figure espulse dal mercato del lavoro. Infine è necessaria una forte ed efficiente politica di sostegno alle start up soprattutto se innovative. Sostenere l’avvio di nuove attività imprenditoriali attente ad esigenze e mutamenti di mercato, si sta rivelando tra i migliori investimenti volti a creare nuova occupazione”, conclude Confesercenti.

