
Una fuga che ha subito allarmato anche i Carabinieri di Reggio Emilia Santa Croce che attivati dai colleghi di Cesena hanno effettuato controlli a “pressione” nei luoghi frequentati dal giovane, nelle abitazione degli amici e nella casa dei genitori mai persa di vista dai militari di Via Adua. Ed è proprio qui che questa mattina il giovane è ricomparso venendo fermato intorno alle 9,00 dai carabinieri che l’hanno arrestato in esecuzione del provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale per i minorenni di Bologna alla luce dell’illecita condotta tenuta dal 17enne.
“Pensavo non mi avreste mai preso” questa l’affermazione del ragazzino ai carabinieri che l’hanno fermato. Era sicuro di se tanto da aver deciso di spingersi sin nei pressi dell’abitazione dei genitori forse nell’intento di rassicurarli. Ora i Carabinieri di Via Adua proseguono le indagini per capire chi abbia aiutato il ragazzino durante la fuga e in cambio di cosa potendosi peraltro ravvisare il reato di sottrazione consensuale di minore.
Il ragazzo, come ricostruito dai Carabinieri reggiani, faceva parte di una baby gang (composta da quattro ragazzini fra i 16 e i 17 anni d’età) che agiva con serialità (accertati 4 episodi, avvenuti, l’autunno scorso, più o meno nella stessa zona). Con la stessa spavalderia con cui rapinavano i loro coetanei di telefonini e giacche di marca, poi postavano su Facebook la refurtiva sottratta: ostentando quegli oggetti status symbol ottenuti con la forza e la violenza. A chiudere il cerchio, dopo la denuncia arrivata da una vittima circa un episodio dello scorso mese di novembre, sono stati proprio i carabinieri della caserma di Santa Croce. Il copione era sempre lo stesso: si appostavano, individuavano “la vittima”, si avvicinavano. Poi, con una scusa, iniziavano a parlare fino a che trascinavano, con le buone o con le cattive, la vittima in disparte. A quel punto, scattava la rapina.

