
Produttori provenienti da Cile, Australia, Stati Uniti e California in particolare, Sudafrica, Francia, Serbia e, ovviamente, Italia, hanno visitato i 95 ettari dell’azienda agricola modenese, coltivata a prugne (70 ettari) e amarene (25 ettari), hanno ammirato macchine ed attrezzature tecniche dell’azienda, ed infine si sono recati presso la Cooperativa, nata nel 1971 su iniziativa di un gruppo di agricoltori tra cui il padre di Levi, dove hanno assistito ai processi di produzione, chiudendo un ciclo ideale dalla pianta alla scatola.
«Abbiamo ospitato con piacere – ha detto il presidente della Cooperativa Modenese Essicazione Frutta Alberto Levi – questa tappa dell’importante congresso IPA. L’Italia è uno dei più grandi produttori di frutta al mondo, ma rimane un importatore di prugne secche. Il nostro ruolo è quindi quello di ridurre le importazioni, più che spingere le esportazioni. Un altro aspetto da sottolineare – prosegue Levi – è l’aggregazione di prodotto: l’intero nostro ciclo di produzione è interno, le nostre prugne vanno dal campo allo scaffale, non abbiamo intermediari e tutto il valore aggiunto rimane in campagna».


