
Un sogno nato ai tempi dei pantaloni corti facendo talee di geranio per ingraziarsi le maestre, poi coltivato attraverso i decenni per lavoro e infine diventato apoteosi di rinnovata felicità il giorno in cui, con i capelli ormai bianchi, ad accendere mille progetti nuovi ci ha pensato un bosco antico. Un luogo di alberi a un passo da casa diventato un progetto nel quale la natura selvatica condivide lo spazio con un giardino, un orto e un frutteto. Un libro per dire la gioia che chiunque può provare tra alberi maestosi e vecchissimi e raccontare lo stupore nel raccogliere con insperata abbondanza il frutto del proprio lavoro. In un vortice di gesti fattivi e contemplazione la vita del maestro giardiniere bolognese si rinnova, la percezione delle cose si allarga e il desiderio di condividere i buoni momenti prende la forma di narrazione.
Alle 21.30 sul main stage all’aperto viene proiettato “Un mondo in pericolo”, documentario del 2012 di Markus Imhoof. Tra la lezione di scienze e la testimonianza di vita, dove la storia dell’ape incontra la storia dell’uomo, nasce il film “More thanHoney”: l’allarmismo della traduzione nostrana allude al mistero delle api scomparse, che come abbiamo appreso da Einstein prelude all’umana estinzione. Il film svizzero candidato all’Oscar 2014 non semplifica i fatti (se un terzo del nostro pane quotidiano viene dall’apis mellifera preoccuparsi della sua salute è atto civile) ma amplifica la curiosità epidermica, realizzando uno studio che, seppur ampio e vario, non mostra l’ansia di seguire “il programma”. La sindrome dello spopolamento degli alveari trova cause plausibili (i pesticidi, i parassiti) girando attorno al globo e chiedendo agli esperti; suggerisce cause sensibili inquadrando lo sciame di auto in moto perpetuo sul circolo vizioso asfaltato. Le immagini rapiscono l’occhio dello spettatore senza umettarlo con la retorica sull’emergenza ambientale.

