
“E’ però – riprende il presidente di Assoturismo Modena – il primo esempio che cerca di coniugare i vari prodotti turistici espressi dal nostro territorio in un unico programma, e in grado di trattenere il visitatore dei Musei Ferrari per un tempo superiore a quello solitamente dedicato alla sola visita alle meraviglie tecnologiche del motorismo locale. Riteniamo quindi occorra partire da questa esperienza, per mettere a punto ulteriori strategie di programmazione per progettare e realizzare prodotti turistici ancor più attrattivi.
‘Il turismo è un industria’ si dice da più parti. Allora bisognerà che anche a Modena, che della cultura industriale ha sempre fatto un suo vanto, si applichino anche in ambito turistico le medesime pratiche. Partendo, da un’analisi meno superficiale di quanto offre la nostra provincia al visitatore (non importa se arriva da pochi o da migliaia di kilometri di distanza), che oggi si trova un’offerta turistica smisurata”.
“Riteniamo dunque sia indispensabile valorizzare il ‘capitale sociale ed intellettuale’ modenesi che è cultura a tutti gli effetti e si manifesta in tante forme: da quella industriale di cui la Ferrari è la punta di diamante, alla ceramica e al tessile/moda/abbigliamento; dalla cultura enogastronomica che è ben rappresentata da eccellenze conosciute in tutto il mondo, alla cultura dell’arte che si esprime in particolar modo nel bel canto e in quella più intellettuale rappresentata dal Festival Filosofia. E poi c’è l’architettura, il Duomo patrimonio dell’Unesco etc.. Se l’obiettivo è far sì che Modena diventi una meta turistica di prima fascia a livello nazionale si devono prevedere cospicui investimenti, per creare un brand forte, riconoscibile e distinguibile tra i tanti che il nostro paese propone. Dovrà dunque partire da noi e sarà fondamentale fare squadra perché su questi aspetti, doveroso ricordarlo siamo privi di una politica nazionale di sviluppo turistico”, conclude Gabriella Gibertini.

