
I provvedimenti scaturiscono da un’articolata attività investigativa, coordinata dai Sostituti Procuratori Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, sviluppata in prosecuzione dell’indagine “ÆMILIA” che aveva consentito di individuare e disarticolare l’organizzazione criminale di stampo ‘ndranghetista con epicentro a Reggio Emilia, collegata alla cosca “GRANDE ARACRI” di Cutro (KR), evidenziandone – tra l’altro – la capacità d’infiltrazione in vari settori dell’economia locale (come è noto, infatti, il 28 gennaio scorso l’operazione aveva portato all’arresto di 117 persone su 224 indagati).
L’operazione, condotta nelle province di Reggio Emilia, Parma, Aosta, Bologna e Crotone, ha portato al sequestro di 16 società di capitali, 9 beni immobili, 16 autoveicoli e 21 tra rapporti bancari e finanziari.
Le indagini, che già avevano dato origine a interventi repressivi di notevole portata nei confronti dell’organizzazione ‘ndranghetistica emiliana, ne hanno ulteriormente confermato l’ingerenza nella gestione e controllo di attività imprenditoriali, formalmente intestate a prestanome, nonché l’accumulo illecito di significativi patrimoni personali. Proprio all’esito delle indagini patrimoniali svolte nei confronti degli interessati, corroborate dalle risultanze emerse a seguito dei precedenti interventi, sono emerse conferme in ordine alla gestione occulta di imprese, in parte già sottoposte a sequestro nell’ambito dei precedenti provvedimenti adottati dalle AA.GG. di Bologna e Reggio Emilia ed eseguiti nel contesto delle operazioni condotte il 16 ed il 22 luglio scorsi.
Attraverso l’analisi della documentazione contabile sequestrata, si è evidenziata la riconducibilità agli indagati di ogni processo decisionale interno alle aziende, per cui qualsiasi “ordine” relativo alle operazioni aziendali veniva vagliato e gestito dai reali dominus, dietro lo schermo di compiacenti prestanome. Ciò ha consentito di ricondurre ai fratelli e a M.B. una serie di imprese attive nel settore dell’edilizia di Aosta, Montecchio Emilia, Parma e Crotone.
Sono stati inoltre trovati riscontri circa la riconducibilità agli indagati delle società (pertanto sottoposte a sequestro) di una Srl di Crotone, operante nel settore degli autotrasporti; di una Sas, una Srl ed una Snc, tutte con sede a Montecchio Emilia e attive nel settore della ristorazione e bar. Il valore complessivo dei beni sequestrati supera i 35 milioni di euro.


