supermercatoConsumi: lenti segnali di risalita tra i settori del commercio al dettaglio. I ricavi delle MPMI (Micro Piccole e Medie Imprese) modenesi nel secondo trimestre dell’anno, sono volti in positivo. A rilevarlo l’Osservatorio di Confesercenti Modena che, rispetto l’andamento delle vendite ha registrato un incremento del +1,3% sullo stesso periodo del 2014. Il dato è trainato in particolare dai fatturati delle imprese che operano nell’ambito dell’ingrosso e segnatamente, per quanto attiene i prodotti durevoli, del dettaglio extralimentare ed alimentare. Il commercio al minuto dunque, intravvede un timido risveglio ed aumenta le scorte di magazzino, confidando di intercettare una domanda che ‘si prevede’ in crescita nei prossimi mesi. Traspare anche da ciò il miglioramento dell’indice di fiducia registrato dall’ISTAT tra le imprese del commercio. Così non è però per i consumi alimentari e nei pubblici esercizi che almeno fino a giugno mostrano ancora segni negativi.

 

Andamento ricavi per settori I° trimestre 2015, rispetto medesimo periodo 2014

Commercio al minuto extra alimentare: +0,1% Secondo trimestre consecutivo con andamento positivo. Il dato risulta trasversale ai diversi ambiti monitorati: dai beni durevoli, all’elettronica di consumo; ma riguarda anche alcune imprese del settore abbigliamento e calzature tra le più penalizzate negli scorsi anni dal calo dei consumi.

Commercio al minuto di alimentari: -3,4%. Non s’arresta, almeno per ora, la flessione dei ricavi tra i piccoli esercizi del minuto alimentare (la più evidente nel periodo aprile-giugno 2015). I dati ISTAT di giugno confermano una crescita dei consumi alimentari solamente per discount e alcune forme della grande distribuzione (supermercati). Va però sottolineato che le pmi fortemente specializzate in prodotti di elevata qualità e quindi di prezzo, non hanno subito alcun calo dei ricavi e registrato in alcuni casi anche aumenti significativi. Ulteriore conferma di come crisi e andamento dei redditi abbiamo fortemente segmentato la capacità di spesa delle famiglie.

Ristorazione e pubblici esercizi: -3,5%. Anche nel settore dei pubblici esercizi, l’andamento dei ricavi nel II° trimestre dell’anno risulta negativo. Il calo è più sensibile nei bar in cui in diminuzione sono in particolare i pranzi veloci. Nella ristorazione invece la flessione risulta meno consistente. In evidenza però le attese degli imprenditori, orientate a un maggiore ottimismo per il terzo trimestre.

Commercio all’ingrosso: +4,9% È una crescita solida quella che caratterizzando questo settore. A differenza dei trimestri passati, si riscontra un aumento dei fatturati soprattutto tra quelle imprese che riforniscono la vendita al dettaglio extralimentare ed alimentare per quanto attiene ai beni durevoli. Segno che anche nel comparto del commercio al minuto, si tende ad incrementare le dotazioni di magazzino in previsione di una ripresa delle vendite. Si conferma inoltre buono l’andamento generale e in linea con i trimestri precedenti, anche per le imprese dell’ingrosso che si rivolgono al manifatturiero.

 

“Questi dati devono essere letti con dovuta cautela – afferma Tamara Bertoni Direttore Generale di Confesercenti Modena – il timido risveglio dei consumi è determinato da un leggero recupero del potere d’acquisto delle famiglie dovuto sostanzialmente alla perdurante bassa inflazione; da una ripresa dell’indice di fiducia, nonché dal segno positivo degli ultimi indicatori economici, (la produzione industriale, export e occupazione e da ultimi i consumi) che se da un lato testimoniano l’uscita dalla recessione, dall’altro sono ancora troppo deboli per poter scommettere su una ripresa duratura”.

 

“Ed è per questo che le ulteriori misure che si appresta a prendere il Governo ad iniziare dall’imminente presentazione della Legge di Stabilità, devono essere fortemente e prioritariamente orientate a favorire un’accelerazione dei consumi e degli investimenti. Occorrono inoltre misure – prosegue Tamara Bertoni – che assicurino la necessaria liquidità alle imprese. Per questo è necessario intervenire sul credito perché nonostante le misure espansive messe in atto dalla BCE, i finanziamenti alle imprese, soprattutto medio e piccole, come dimostrano i dati emessi dalla Banca d’Italia, continuano a diminuire. Soprattutto in una fase in cui le attività economiche avrebbero una forte esigenza di credito per poter investire, soprattutto in innovazione, per poter consolidare i segnali di ripresa”.