
Il direttore generale Annicchiarico riporta i risultati delle rilevazioni regionali sui tempi di attesa alle prestazioni specialistiche, che documentano un significativo miglioramento conseguito negli ultimi mesi, confermando l’impegno costante nel monitoraggio e nell’adozione di eventuali misure correttive. Per quanto riguarda l’accesso alle prestazioni chirurgiche, a Mirandola i tempi di attesa sono ad oggi contenuti entro due mesi. L’apertura del nuovo Punto Nascita, inaugurato nei giorni scorsi con un investimento di 750 mila euro, consentirà inoltre già da gennaio 2016, l’attivazione di un’ulteriore sala operatoria con adeguamento della dotazione tecnologica e del personale infermieristico al fine di realizzare il potenziamento delle sedute dedicate alle specialistiche già presenti come Chirurgia Generale, Ortopedia, Ginecologia, Chirurgia Oculistica e l’avvio delle attività della Chirurgia Vascolare. Anche per l’attività di Citopatologia, ricorda sempre nella sua lettera Annicchiarico, è già in fase avanzata il progetto che prevede la concentrazione a Mirandola delle attività di citologia cervico – vaginale dell’intera provincia. Notizia importante anche sul fronte finanziamenti. Per la casa della Salute di Mirandola e per l’Ospedale di Comunità sono già stati finanziati 5 milioni e 800 mila euro. Annicchiarico ricorda infine nella sua lettera quanto indicato dall’assessore regionale alle politiche per la salute Sergio Venturi relativamente alla proposizione del progetto di fattibilità di un nuovo e unico ospedale baricentrico tra Carpi e Mirandola.
«Ringraziamo il direttore generale per quanto sta facendo per il nostro Ospedale», commenta l’Amministrazione comunale di Mirandola. «Si tratta di impegni importanti che dimostrano ancora una volta come il referendum sia ampiamente superato. Le vere scelte che possono dare gambe alla qualificazione dell’Ospedale di Mirandola sono il documento della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (Ctss), l’ordine del giorno votato in Consiglio comunale e l’accordo raggiunto con la Regione sulle richieste arrivate dal percorso partecipativo. Il referendum – conclude l’Amministrazione comunale – andrà come andrà, ma non sposterà più niente».

