
Prendendo spunto da alcune opere tassoniane conservate a Dresda, Fabio Marri dimostrerà come la diffusione manoscritta delle opere di Tassoni sia più ampia di quanto gli studi esistenti abbiamo rilevato, mentre Matteo Al Kalak seguirà la fortuna dell’edizione della “Secchia rapita” pubblicata a Modena nel 1744 dall’editore Soliani in collaborazione con Lodovico Antonio Muratori e altri intellettuali estensi, motivata anche da precisi intenti politici sottostanti.
La fama accumulata nel tempo da personaggi e luoghi citati nel testo di Tassoni verrà esaminata da Clementina Santi in merito a tradizioni e vicende legate al territorio reggiano per verificare quanto di storia e quanto di invenzione sia stato sapientemente mescolato dall’autore, e in modo non sempre lusinghiero per i soggetti che vi si trovano nominati.
Infine, sulle tracce dell’attività diplomatica svolta da Tassoni fra Roma, Torino e la Spagna Sonia Cavicchioli approfondirà la figura di Fulvio Testi, segretario di Francesco I dal 1620 il quale, durante le sue missioni a Roma, si prodiga per procurare al duca opere e oggetti di pregio: un virtuoso sulla scena romana che incarna ancora in pieno Seicento l’ideale umanistico del letterato.

