
Il dato migliore però riguarda l’andamento annuale, che passa da 11.386 milioni di euro nel 2014 a 11.774 milioni nel 2015, raggiungendo così il valore massimo degli ultimi otto anni e segnando una crescita tendenziale pari al +3,4%.
L’Emilia Romagna e l’Italia mostrano tuttavia una performance migliore (+4,4% e +3,8% rispettivamente). Infatti, contrariamente ad altri periodi, sono quasi tutte in crescita le esportazioni delle regioni italiane, con il Lazio in testa (+9,2%), seguito dal Piemonte (+7,0%) e dal Veneto (+5,3%), altre regioni registrano incrementi maggiori ma il loro contributo all’export totale rimane minimo. Il dato peggiore rimane della Sicilia (-12,4%).
In Emilia Romagna l’export è in crescita in quasi tutti i distretti, ma sono le province minori che quest’anno trainano le vendite all’estero, come Parma (+9,6%), Forlì-Cesena (+7,1%) e Piacenza (+5,9%), risulta buona tuttavia anche la ripresa di Bologna (+5,5%).
I diversi settori merceologici hanno andamenti molto differenti quest’anno; infatti si assiste ad un exploit del biomedicale che segna un +29,5%, buono anche l’andamento della ceramica (+8,7%) e dell’agroalimentare (+6,8%). Si sta invece riducendo ai minimi termini l’export dei trattori (-19,7%), mentre rimane più contenuta la perdita del tessile abbigliamento (-3,4%).
La situazione di crisi di molte aree geografiche continua ad influenzare l’export modenese, che diminuisce sensibilmente in Africa del Nord (-13,8%), nei paesi europei non appartenenti alla UE (-7,7%), soprattutto per il calo della Russia e in America Centro Sud (-6,5%) per la crisi brasiliana.
Buono l’andamento degli ultimi 13 paesi entrati nell’Unione Europea (+11,4%), seguiti dalla performance positiva degli Stati Uniti (+8,2%) e dell’Asia (+5,2%) nonostante la frenata dell’economia cinese, mentre il vecchio nucleo europeo a 15 paesi si ferma a +4,4%.
La top ten dei primi dieci paesi per esportazioni, vede l’uscita della Russia (-37,6%) e della Cina (-17,4%), mentre al loro posto entrano il Giappone (+10,2%) e l’Austria (-5,7%). Trainano l’export europeo la Spagna (+15,2%), i Paesi Bassi (+14,6%) e il Regno Unito (+12,8%), in lieve aumento la Germania (+1,1%), mentre la Francia segna il passo (-2,0%).


