
Il giovane, che all’epoca risultava già noto alle forze dell’ordine, è stato condannato in contumacia. All’epoca dichiarò di essere provvisoriamente alloggiato presso un campo nomadi di Milano.
Il telefono sequestrato era all’apparenza simile a un IPhone ma gli accertamenti svolti dal personale di Polizia municipale appositamente formato nell’ambito del progetto “Modena, insieme contro la contraffazione” hanno consentito di appurare che si trattava da un apparecchio contraffatto. Qualora fosse stato acquistato, anche l’acquirente avrebbe rischiato denuncia e sanzione pecuniaria. Mentre l’utilizzo dell’apparecchio, per il quale non sono state rispettate le norme di sicurezza sull’emissione delle onde elettromagnetiche, avrebbe potuto comportare rischi per la salute. Il progetto “Modena, insieme contro la contraffazione” è sviluppato dal Comune (Polizia municipale e servizio Politiche delle sicurezze), insieme a Prefettura, Camera di Commercio e Azienda Us, in collaborazione con le associazioni dei consumatori, anche grazie a un finanziamento dell’Anci (www.comune.modena.it/politichedellesicurezze).
(Immagine: Smartphone contraffato a sinistra, IPhone originale a destra)

