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I 600 ragazzi di Un treno per Auschwitz al Teatro Comunale di Carpi

FFSi è svolto il 10 maggio scorso al Teatro Comunale di Carpi l’incontro di restituzione che ha visto protagonisti i quasi 600 ragazzi che hanno preso parte all’ultima edizione de Un treno per Auschwitz. Andata e Ritorno, iniziativa organizzata dalla Fondazione Fossoli.

Dopo un saluto introduttivo del Sindaco di Carpi Alberto Bellelli, di Enrico Campedelli, in rappresentanza dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, e di Giuseppe Schena, Presidente della Fondazione CR Carpi, sul palco si sono alternati gli alunni delle 21 scuole partecipanti e che hanno presentato ai loro compagni i lavori scaturiti dall’esperienza formativa del progetto.

“I lavori presentati dagli alunni– spiega Marzia Luppi, Direttrice della Fondazione Fossoli – hanno veramente dato la misura della forza di questo ormai consolidato percorso di formazione, dell’impatto che ha sui ragazzi, ma soprattutto della loro straordinaria capacità riflessiva e insieme creativa. La qualità dei diversi elaborati proposti (video, letture, musica, immagini e performance) ci dice che non bisogna temere di fare richieste alte, impegnative, ai giovani. E’ proprio in queste occasioni che essi ci sorprendono positivamente sapendo mettere in atto intelligenza cognitiva e di cuore, elaborando forme comunicative innovative che sanno coniugare profondità di riflessione e modalità accattivanti di restituzione. E’ stata una mattinata interessante e coinvolgente che ripaga dell’impegnativo lavoro svolto per quasi l’intero anno scolastico e che ha visto la stretta collaborazione e integrazione di Fondazione Fossoli, scuole ed enti pubblici”.

Durante la mattinata sono poi saliti sul palco anche il partigiano Ezio Bompani e la staffetta Ibes Pioli (nome di battaglia Rina) per un breve incontro con i ragazzi sul tema Adolescenti di fronte alla storia durante il quale hanno raccontato come è nata la loro scelta di diventare protagonisti delle vicende resistenziali avvenute in questo territorio durante la Seconda Guerra Mondiale. Entrambi hanno lanciato ai ragazzi presenti l’appello a farsi partecipi del momento storico nel quale vivono, sottolineando l’importanza del contributo che possono dare in un’epoca di difficoltà, paure e divisioni.