
Il fosso, della lunghezza di circa 330 metri, sarà ora tombato per permettere di sanare un’area che negli anni è diventata un cestino a cielo aperto, pericoloso perché non recintato e incubatore di zanzare a causa dei frequenti ristagni d’acqua.
Il taglio di queste piante cresciute spontaneamente negli anni sarà compensato e mitigato con la messa a dimora di diverse specie ad abbondante fioritura in periodi alterni. In prossimità del fosso tombato saranno quindi inserite specie per permettere una costante fioritura nell’arco dell’anno, con l’obiettivo di creare un perfetto habitat per insetti impollinatori e per uccelli all’interno del centro abitato.

