
I settori. Il segno positivo ha prevalso nella maggioranza dei settori considerati, con l’eccezione del legno e del mobile (-6,3 per cento) e soprattutto dell’importante comparto dei mezzi di trasporto (-7,1 per cento). I contributi principali alla buona performance sono venuti dal forte aumento delle vendite oltre frontiera di macchinari e apparecchiature meccaniche (+6,7 per cento) e, in seconda battuta, dalla forte accelerazione delle esportazioni delle industrie della moda (+8,3 per cento) e dalla rapida crescita dei prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, ovvero ceramica e vetro (+6,0 per cento).
Le destinazioni. Continuano a fare da traino i mercati europei (+7,5 per cento) e l’Unione europea in particolare (+7,7 per cento), che ha compensato la tendenza negativa sui mercati americani (-5,8 per cento) e asiatici (-4,5 per cento).
In dettaglio, le esportazioni regionali salgono del 4,3 per cento in Germania, dell’8,3 per cento in Francia e del 7,5 per cento nel Regno Unito pre-Brexit.
Ritornano alla crescita le esportazioni verso la Russia (+13,7 per cento), ma nel fondamentale mercato statunitense l’export regionale perde il 6,1 per cento e la tendenza negativa in Asia prevale nonostante un’inattesa ripresa in Cina (+12,1 per cento).



