
“Nonostante il lavoro costante degli uffici territorialmente competenti, delle segreterie, dei dirigenti scolastici, l’organico non è completo dappertutto, ma a macchia di leopardo: alcune scuole più fortunate possono contare su quasi tutti i docenti in servizio, altre sulla metà, altre ancora su molto meno della metà, dalla bassa alla montagna, cercando comunque di non lasciare le classi scoperte attraverso l’organizzazione dell’orario di chi è già in servizio. Ma i ragazzi in questo modo non avranno di fronte la maestra o il maestro, la prof o il prof che li accompagnerà per l’intero anno scolastico nel loro percorso di crescita e apprendimento.
In queste ore si stanno ancora effettuando assunzioni a tempo indeterminato a Bologna, assegnazioni di sedi a Modena, in una corsa contro il tempo che il ministero dell’Istruzione finge di non vedere.
Sul fronte del personale ATA, nonostante le assunzioni già effettuate, pesa comunque il taglio di organico: ci sarebbe bisogno di più personale. Altro che “Buona scuola”. Conclude Mellace.

