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Ok alla revisione dei posti letto ospedalieri. Muzzarelli: “atto dovuto, ora gli investimenti”

Via libera della Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena alla riorganizzazione dei posti letto ospedalieri modenese che, come previsto dai parametri imposti dal decreto 70 del 2015,  indica per la rete ospedaliera modenese una riduzione di 110 posti letto complessivi che da 2556 scenderanno a 2446.

«Ci adeguiamo – ha sottolineato Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Conferenza alla quale partecipano sindaci e autorità sanitarie – prendendo atto di un provvedimento nazionale che dobbiamo applicare con la consapevolezza che, grazie alla riorganizzazione dei servizi e le modalità di applicazione decisa dalla Regione, le ricadute negative sull’utenza confidiamo saranno ammortizzate dalla qualità della rete sanitaria territoriale modenese.  Ora però – aggiunge Muzzarelli – occorre accelerare sugli investimenti  e i percorsi avviati che dall’unificazione degli ospedali Policlinico e Baggiovava pongono la base per una riqualificazione dell’intera rete provinciale. E per fare il punto della situazione – conclude Muzzarelli – organizzeremo in gennaio un summit con la Regione con l’obiettivo di rilanciare la nostra azione per garantire una sanità sempre più moderna, di qualità e vicina ai cittadini».

La delibera della Regione Emilia Romagna, in applicazione di quanto previsto dal decreto ministeriale, prevede che la dotazione regionale dei posti letto di degenza ospedaliera si attesti ad un livello non superiore al 3,7 per mille abitanti; in provincia di Modena questo comporta il passaggio da 2556 posti letto presenti a settembre 2015 a 2446 entro il 31 dicembre 2016.

La rimodulazione, sempre in base all’applicazione regionale, riguarda esclusivamente posti letto di day hospital: 53 negli ospedali Ausl (Baggiovara, Carpi, Mirandola, Pavullo e Vignola), 47 al Policlinico di Modena e dieci dell’ospedale di Sassuolo. Fra questi, anche a seguito della delibera regionale sulle “Linee di indirizzo per la conversione in regime ambulatoriale dei day hospital oncologici”, sono compresi i day hospital oncologici.

A questo proposito, come hanno spiegato nel corso della Conferenza i responsabili delle aziende sanitarie, i progressi in campo medico, l’evoluzione scientifica, tecnologica e organizzativa nell’utilizzo di tecniche chirurgiche mininvasive e nella somministrazione di terapie farmacologiche, anche in ambito oncologico, rendono efficace, sicuro ed del tutto equivalente il trattamento dei pazienti in regime ambulatoriale in luogo del ricovero.

Su sollecitazione della Conferenza, le Aziende sanitarie modenesi hanno già previsto la riorganizzazione che ha coinvolto professionisti, associazioni dei pazienti e sindacati, e che avverrà secondo modalità (day service) che non avranno alcuna ripercussione sulla qualità dei percorsi clinico-assistenziali e sui ticket sanitari.