Home Economia Modena. Vendite Natale 2016, Confesercenti: “Bene ristoranti, alimentari e profumi, ma le...

Modena. Vendite Natale 2016, Confesercenti: “Bene ristoranti, alimentari e profumi, ma le vendite restano stabili”

Acquisti per le feste e regali: Il bilancio finale evidenzia un Natale tra luci ed ombre quello appena trascorso per le piccole e medie imprese del commercio e della ristorazione. I dati definitivi – oltre 150 attività di Modena e provincia prese a campione dall’Osservatorio di Cofesercenti Modena – mostrano infatti come le vendite nel periodo natalizio abbiano evidenziato alcuni segni “più” e diversi segni “meno“. Positivo l’andamento per profumerie, ristoranti e generi alimentari, meno bene l’abbigliamento, con qualche distinguo, i giocattoli e soprattutto gioielli, dopo un avvivo significativo. Stabilità tra gli articoli tecnologici, libri, elettrodomestici e casalinghi. Nel complesso, il 20% delle attività commerciali segnala un incremento degli affari rispetto al Natale 2015, mentre un trend nel segno della stabilità, lo si riscontra tra il 50% degli intervistati. Meno bene i ricavi per il restante 30% che sullo scorso anno, registra una contrazione delle vendite.

 

L’ANALISI. 10 i settori presi in esame – alimentare, giocattoli, libri, profumi, abbigliamento, elettronica di consumo, telefonia, elettrodomestici, gioiellerie, bar e ristoranti – mentre oltre 150 sono state le imprese poste sotto la lente nel periodo 1– 24 dicembre.

 

L’ANDAMENTO DEI SETTORI

Ristoranti. E’ il comparto che più di ogni altro, ha evidenziato un significativo miglioramento rispetto al Natale 2015. Quasi tutte le attività del settore monitorate segnalano un incremento dei ricavi. Dopo anni sono tornate a crescere le cene aziendali ed è stato particolarmente buono l’andamento dei pranzi e delle cene per le festività. Positive le premesse per il cenone di fine anno per i quali si regista già da ora un aumento delle prenotazioni, che fanno sperare in un’ulteriore recupero di quanto perso durante l’anno.

Profumeria. Si segnala, per il leggero incremento delle vendite rispetto al Natale 2015. In evidenza soprattutto le confezioni regalo, maggiormente quelle con prezzi più abbordabili, le creme per il corpo ed i prodotti per la cura della persona in genere. Stabili i profumi.

Alimentare. Segno più, con incremento, anche per i generi alimentari. Tra i prodotti più richiesti, perché pure regalati come strenne, quelli tipici della nostra tradizione: parmigiano reggiano, aceto balsamico, lambrusco e zampone. Molto richiesta la pasta fatta a mano, in particolare tortellini. Buona tenuta per le ceste natalizie in particolare quelle con prodotti biologici. Anche i vini tengono specie quelli italiani. In calo i salumi e le carni rosse in generale.

Elettronica di consumo. Dopo anni di continui exploit, il trend delle vendite di prodotti Hi-Tech si è stabilizzato. È calata rispetto lo scorso anno, la richiesta di novità tra smartphone e tablet, in lieve ripresa i pc portatili. Meno vendite anche tra consolle e videogiochi.

Elettrodomestici e casalinghi. Vendite stabili anche in questo settore. Preferite le Smart TV di nuova generazione ed i piccoli elettrodomestici da casa e non. Tengono i grandi elettrodomestici quali lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie. Tra gli articoli per la casa è prevalsa la ricerca di prodotti originali ed innovativi con forte contenuto di design.

Libri. Il libro si conferma tra i regali preferiti. come Già negli ultimi anni il settore tiene ottimamente. Da mettere sotto l’albero la scelta è ricaduta su i classici, i best seller del periodo ed i libri per bambini e ragazzi. Stabili i libri di cucina.

Giocattoli. Vendite in leggera flessione invece nel settore dei giocattoli, un po’ meglio era andato il Natale passato. Quest’anno c’è stato un ritorno dei giochi educativi, delle costruzioni, nonché dei giochi di società. In calo i giocattoli per la prima infanzia e soprattutto gli articoli più pubblicizzati sui quali i negozi hanno subito in particolare la concorrenza di offerte online ed e-commerce.

Abbigliamento. Emerge un leggero calo rispetto al Natale 2015. Le vendite si sono concentrate in particolare su maglioni, camicie ed accessori. Mentre flettono capi spalla e capi importanti in genere. E’ però necessario tenere in considerazione che quest’anno, forse per la prima volta sul nostro territorio, il “Black Friday” (l’ultimo venerdì di novembre nel quale molti esercizi hanno proposto vendite promozionali straordinarie) ha avuto un successo al di sopra delle aspettative. Per questo motivo molti operatori hanno aspettative importanti sul prossimo periodo dei saldi di fine stagione, ma, di conseguenza, anche aspettative negative sulla redditività complessiva delle loro imprese. Da segnalarsi però, una sostanziale tenuta se non in alcuni casi anche qualche incremento delle vendite rispetto all’anno scorso, in diversi esercizi di fascia medio alta.

Gioiellerie. L’avvio in ripresa ad inizio mese è stato archiviato dalla flessione nelle vendite subita dagli operatori da metà mese circa, fino al 24 dicembre. Un ritorno al passato dunque dopo la lieve ripresa del 2015. Quest’anno ad essere molto ricercati, gli articoli di alta bigiotteria, soprattutto di marchi di tendenza. In deciso calo invece i gioielli più costosi, che a detta di alcuni operatori sono meno appetibili anche per i clienti con più disponibilità. La causa? Il senso di insicurezza dovuto dai ricorrenti furti in abitazioni degli ultimi mesi.

 

“Il Natale 2016 porta alcuni segni distintivi – dichiara Confesercenti Modena – Il più evidente è la sempre maggiore importanza della convivialità: che sia a casa o al ristorante, il paradigma è passare le feste assieme a parenti ed amici con cibi e vini di qualità, ma senza ostentazione. Poi l’importanza del regalo sempre più vissuto come una dimostrazione d’affetto e riconoscenza e sempre meno come esibizione di status. Quindi l’incidenza sempre maggiore dell’e-commerce sui prodotti più standardizzati e massificati e l’influenza via via più rilevante, in tutti i settori, delle promozioni. Si chiude quindi con il Natale, un anno che ha visto spegnersi le speranze di una ripresa dei consumi forte e stabile, lasciando il passo almeno ad aspettative positive sui prossimi saldi di fine stagione.”