
«Dopo mesi di trattative – accusano le tre sigle sindacali – l’associazione imprenditoriale confindustriale “Sistema Moda Italia” (Smi) conferma la sua proposta di un modello salariale in cui eventuali aumenti retributivi verrebbero misurati ex post alla durata triennale del contratto. Il modello che ostinatamente Smi-Confindustria ci ripropone è inaccettabile – incalzano i segretari generali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil Miceli, Colombini, Pirani – Non siamo disposti a prendere in prestito modelli salariali da nessuno. La nostra storia contrattuale ha una tradizione di relazioni industriali che va rispettata, non tradita».
Non dissimile la situazione nel settore calzaturiero, dove l’altro giorno a Bologna il consiglio generale di Assocalzaturifici-Confindustria ha rilanciato richieste normative – in particolare sulla flessibilità contrattuale e sulle festività di sabato e domenica – che il sindacato ha respinto al mittente, ritenendo che non vi siano più le condizioni per proseguire il confronto.

