
“E’ un progetto piccolo ma importante di sostegno ai nuclei familiari, che si inserisce in un sistema di azioni più ampio che stiamo mettendo a punto per il sostegno alla persone in difficoltà: non assistenzialismo ma proposte concrete di attività che prevedano un impegno diretto della persona”, afferma Luigi Zironi, assessore alle politiche sociali. “Si tratta di una iniziativa che intende coniugare aspetti economici con aspetti sociali: occupandosi degli orti le famiglie potranno così non solo risparmiare sull’acquisto di alcuni generi alimentari di primaria importanza, ma anche acquisire competenze utili e impiegare il tempo in maniera proficua per migliorare la loro situazione. Il ruolo dell’associazione Orti Insieme è strategico, perché può offrire sostegno e affiancare i nuovi coltivatori”.
“Il progetto è nato 18 anni fa”, spiega Franco Bergonzoni, presidente del comitato che gestisce l’area di via Cappella in accordo con l’amministrazione comunale. “Attualmente gli orti sono in tutto un centinaio, all’inizio di ogni anno se ne rendono disponibili alcuni da destinare a nuove persone. La priorità è per i pensionati e i nuclei familiari colpiti dalla crisi economica, su segnalazione del Servizio Sociale del Comune. Ogni appezzamento è di 40 metri quadrati e vi si possono coltivare ortaggi e verdure in modo biologico. E’ un’esperienza positiva, anche per la diversa provenienza degli ortolani: alcuni sono stranieri e questo ci ha permesso di imparare e conoscere culture diverse. La coltivazione più diffusa è il pomodoro, per gli stranieri la menta”.
Un’esperienza sociale importante, che in questi anni ha visto anche il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole medie, che grazie al progetto SMS hanno potuto conoscere la realtà degli orti.

