
Al termine della discussione si è arrivati al voto sui due emendamenti: quello del Pd riformulava il comma 5 dell’articolo 14 aggiungendo tra le materie sulle quali non si può intervenire con un referendum “gli atti di Pianificazione esecutiva, mentre sono ammessi i referendum propositivi su specifiche proposte d’intervento anche qualora richiedessero interventi sugli atti di pianificazione”. Il documento di M5S e CF invece chiedeva di comprendere lo Statuto e il Regolamento del Consiglio comunale tra le materie sulle quali non si può intervenire con un referendum, così come le materie già oggetto di consultazione referendaria negli ultimi 5 anni e gli “Atti di pianificazione generale ed esecutiva, ammettendo operò referendum propositivi su specifiche proposte d’intervento anche quando richiedessero interventi sugli atti di pianificazione”.
Il primo emendamento è stato votato all’unanimità, il secondo dai soli gruppi proponenti, con il no del Pd e l’astensione degli altri gruppi. Lo Statuto così emendato è stato poi votato all’unanimità. La delibera per poter essere approvata già nella prima votazione avrebbe dovuto raccogliere il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati (17 voti su 25).

