
Rimangono soltanto le rare immagini tramandate da incisioni e dipinti a testimoniare la solenne eleganza della “Ducale Villeggiatura di Bell’Aria” di Mugnano, sorta su committenza del principe ereditario Ercole Rinaldo d’Este, futuro duca Ercole III, a partire dal 1761, nella campagna a pochi chilometri a sud-est da Modena. Spogliata e posta in vendita dal governo napoleonico, la villa precipitava verso la distruzione, tanto che pochissime e di non facile individuazione sono le sue vestigia superstiti. Oltre a costituire una delle sedi estive della corte, per lo svago e il diporto, propiziati dagli splendidi giardini “all’italiana”, la villa era anche luogo di devozione, un “romitorio” con diverse cappelle e stazioni della Via Crucis, dove poteva esprimersi il sentimento mistico del principe Ercole, probabilmente indotto dal grave ferimento subito nel 1757 a Praga. Alle cacce, agli spettacoli, ai ricevimenti, nella villa si alternavano esercizi spirituali, preghiere e meditazioni, di cui rimane documento nel volume Esercizi di devozione a particolare uso del Romitorio di S. Martino in Mugnano, che consente di ricostruire l’itinerario che la corte compiva dalla capitale a questa singolare residenza.

