
In un suggestivo gioco di luci e ombre, Gabriele Parrillo – ideatore e interprete dell’originale progetto nato nel 2013 tra le rovine del Castello di Canossa e andato successivamente in scena al “deSidera Festival” a Sotto Il Monte a Bergamo ed al “Festival Francescano” di Bologna – ha messo in scena, nella navata centrale della maestosa cattedrale, un percorso fisico e interiore in cui il teatro, la grande letteratura, la poesia, la danza, la musica, il canto e la spiritualità si sono fuse in un crescendo di emozioni in grado di trasportare il pubblico oltre le barriere del tempo e le distanze.
Un itinerario insolito e originale in cui il mistero sublime del perdono è stato interpretato attraverso i testi dei grandi classici della letteratura (Manzoni, Kafka), del teatro (Shakespeare), della poesia, (Dante, Pascoli, Lorca,Turoldo) da artisti con origini diverse che si esprimono con arti diverse: “una compagnia multietnica, uno accanto all’altro, esempio concreto di convivialità delle differenze – ha commentato Gabriele Parrillo – a dimostrare che la poesia e l’arte possono cambiare le persone”.
Quest’anno accanto al danzatore e coreografo di origini indiane Ambrose Laudani, al coreografo e artista pedagogo giapponese Hal Yamanouchi, alla cantante Cristina Barbarossa e alla violoncellista di origini brasiliane Daniela Savoldi, anche l’attore Luigi Lo Cascio, uno dei più significativi artisti del cinema e del teatro italiano, che ha letto la Lettera al padre di Kafka, in uno dei passi più toccanti dello spettacolo.
Al termine dello spettacolo, i saluti e i ringraziamenti del Vescovo di Reggio Emilia e Guastalla, monsignor Massimo Camisasca che, in preparazione della Santa Pasqua, ha augurato “buon cammin del perdono” a tutti.

