
L’istituzione di un tavolo per il contrasto della violenza contro le donne era stato al centro dei lavori della seduta dello scorso 19 gennaio del Consiglio Comunale, a seguito della presentazione di una mozione da parte della Lista civica Frazioni e Castelfranco, poi votata all’unanimità dal civico consesso. Il Consiglio Comunale deliberò di costituire un tavolo di lavoro permanente con lo scopo di promuovere la costituzione di una “rete” tra tutti i soggetti che intervengono a vario titolo nella prevenzione e nel contrasto della violenza nei confronti delle donne per rafforzare la collaborazione e le sinergie tra tutti coloro che si occupano del fenomeno, al fine di ottimizzare il lavoro di ciascuno in tutte le fasi del complesso fenomeno della prevenzione, del contrasto e del soccorso, della assistenza, della cura, della presa in carico, della tutela ad ogni livello delle donne vittime di violenza; affrontare in modo integrato tutte le problematiche e le possibili azioni di contrasto alla violenza nei confronti delle donne e di armonizzare le varie metodologie di intervento.
Il tavolo interistituzionale verrà presentato alla cittadinanza sabato 18 marzo dalle 17 presso gli spazi di Officina Polo culturale presso il parco Cà Ranuzza, in occasione dell’evento organizzato dall’Amministrazione comunale in collaborazione con Open Group e La Casa delle Donne contro la Violenza di Modena, nell’ambito del quale verranno presentati anche i dati raccolti dallo Sportello Antiviolenza, attivo da un anno sul nostro territorio, e la graphic novel “Via del Gambero 77” che racconta i 25 anni di attività della Casa delle Donne contro la Violenza.
La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha condannato pochi giorni fa l’Italia per non aver reagito con sufficiente rapidità nel tentativo di proteggere una donna e suo figlio 19enne dal marito, che li ha uccisi, a seguito di numerose minacce e maltrattamenti. I giudici hanno stabilito che “non agendo prontamente in seguito a una denuncia di violenza domestica fatta dalla donna, le autorità italiane hanno privato la denuncia di qualsiasi effetto creando una situazione di impunità”. Si tratta della prima sentenza per un reato di violenza domestica nel nostro Paese, reo secondo la Corte di aver violato gli articoli 2 (diritto alla vita), 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti) e 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione Europea dei diritti umani. Si tratta di un fatto gravissimo, ma purtroppo non isolato e che quindi necessità di essere riportato nuovamente in primo piano. La prevenzione ed il contrasto della violenza di genere devono diventare una priorità per tutta la società civile: istituzioni, forze dell’ordine, associazionismo e cittadinanza.

