
Nei mesi scorsi, nell’ambito del programma nazionale di accoglienza “Mare Nostrum”, i profughi (tutti giovani fra i 20 e i 35 anni, provenienti da Senegal, Nigeria, Mali, Costa d’Avorio e Gambia)) sono stati coinvolti in numerose attività civiche, come la raccolta delle foglie lungo le strade che percorrono i bambini per andare a scuola, l’allestimento delle fiere e di altre manifestazioni cittadine, e il servizio volontario al Mercatino del Riutilizzo di via Stradello Morello 370, gestito dai volontari dell’Auser.
Un’ulteriore tappa in un percorso di integrazione nella vita cittadina è stato appunto “Stregoni”, un progetto che non a caso si è svolto interamente all’Habitat, un luogo dove le arti si contaminano e dove le associazioni e i tanti soggetti che fanno cultura convivono e collaborano.
A partire dallo scorso gennaio Arci Soliera (capofila dell’iniziativa), l’associazione musicale Decibel, Arci Dude e la Fondazione Campori, con il coordinamento dell’assessorato ai Servizi Sociali, hanno messo a disposizione le proprie competenze e gli spazi di Habitat – sale corsi, sale prove e di registrazione, una sala spettacoli – per questa nuova sfida. L’obiettivo? Offrire una chiave di lettura, attraverso il linguaggio sonoro, a quello che sta accadendo dentro e fuori dai confini del continente, nell’attuale contesto di emergenza dettata dai nuovi flussi migratori.
Johnny Mox e Above The Tree hanno tenuto un vero e proprio laboratorio musicale dal vivo con i richiedenti asilo attraverso la musica e, in particolare, quella da loro ascoltata e custodita nei propri smartphone. I cellulari rappresentano il principale oggetto narrativo del progetto. Senza uno smartphone arrivare in Europa è impossibile; i telefonini offrono uno strumento prezioso come il Gps, contengono centinaia di fotografie e video ma soprattutto tanta, tantissima musica. La prima parte del laboratori prevede l’analisi e l’ascolto della colonna sonora che ha accompagnato ogni ragazzo nel lungo viaggio che lo ha portato in Italia. La seconda parte vedrà i ragazzi entrare in sala prove con la band per riarrangiare e riscrivere quella stessa colonna sonora, ma filtrata dalla loro storia.

