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Il Consiglio comunale per “il rilancio dell’Unione europea e della sua integrazione politica, economica e sociale”

In occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma, il Consiglio comunale di Modena chiede ai Capi di Stato e di Governo, riuniti nella capitale sabato 25 marzo, “di assumere un orientamento limpido e forte a sostegno del rilancio dell’Unione europea e della sua integrazione politica, economica e sociale”. È questa la prima richiesta contenuta nell’ordine del giorno presentato per il Pd dalla capogruppo Grazia Baracchi e approvato dall’assemblea consiliare nella seduta di giovedì 23 marzo dopo essere stato emendato su proposta di Giuseppe Pellacani di Forza Italia. La mozione è stata approvata con il voto a favore di Pd, Per me Modena, Mdp e Giuseppe Pellacani (FI). Contrario Andrea Galli (FI) e astenuti i consiglieri del Movimento 5 stelle.

Il rilancio dell’Unione dovrà essere attuato, come scritto nel testo, “attraverso istituzioni democratiche più forti; politica estera, difesa e sicurezza comuni; regole economiche e fiscali uniformi; regole comuni e avanzate per il mercato del lavoro e i diritti sociali; impegno inflessibile per la libertà, l’uguaglianza e la solidarietà”. Il documento chiede anche “un percorso certo di decisioni comuni, che coinvolgano nella preparazione e discussione tutti i livelli istituzionali, comprese le autonomie locali, i cittadini e le rappresentanze sociali”, e raccomanda all’Amministrazione modenese “di proseguire e implementare ogni possibile iniziativa rivolta alla diffusione e affermazione degli ideali dell’Unità europea”. Chiede infine, come proposto nell’emendamento approvato, “di recuperare il fondamentale principio di sussidiarietà in virtù del quale l’Unione, al di fuori dei settori di competenza esclusiva, interviene con propri regolamenti solo se gli obiettivi previsti dai Trattati non possono essere adeguatamente realizzati dagli Stati membri”.

L’ordine del giorno sottolinea inoltre come sia urgente “cambiare gli indirizzi delle politiche economiche europee: il rigore nella gestione delle finanze e dei debiti pubblici non basta infatti a garantire un futuro di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; è necessario dirigere con determinazione e continuità l’economia verso il pieno impiego, garantendo un futuro alle nuove generazioni e a tal fine è necessario un impegno straordinario per il rilancio degli investimenti pubblici e privati”. Dall’incontro di Roma “deve venire un impulso chiaro alla profonda revisione del cosiddetto fiscal compact; è necessario che “i sistemi di welfare siano non un peso, ma un valore aggiunto del sistema europeo e che garantiscano a tutti l’accesso ai servizi e gli aiuti indispensabili per il rispetto dei diritti e della dignità della persona e il libero esercizio delle fondamentali capacità umane”. L’Unione europea deve infine “riconquistare la fiducia dei suoi cittadini non solo con nuove politiche, ma anche con passi avanti significativi nella trasparenza dei suoi processi decisionali e soprattutto nella riforma in senso sempre più democratico delle sue istituzioni, nell’ottica di una Europa dei popoli e dei cittadini europei e non degli Stati e dei Governi”.