
Obiettivo dell’esposizione, che proponeva un itinerario interattivo tra esperienze e progetti realizzati nelle scuole primarie e secondarie di primo grado reggiane, era raccontare e valorizzare i percorsi formativi proposti ai bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni. La mostra ha permesso di metter in evidenza l’interdisciplinarietà dell’approccio utilizzato tra musica, matematica, arte, scienze, danza, letteratura. Attraverso immagini, ambientazioni, atelier e grazie alla voce e alle riflessioni dei bambini e degli adulti, l’esposizione ha restituito alla città l’idea di una scuola attenta al dialogo e al confronto con il territorio, protagonista dei percorsi di ricerca in contesti ricchi di suggestioni creative e linguaggi molteplici, che amplifica le potenzialità che i ragazzi sanno mettere in campo.
“La mostra ha messo in evidenza intrecci e dialoghi interdisciplinari con uno sguardo oltre il già conosciuto – dice l’assessora all’Educazione Raffaella Curioni – Abbiamo raccontato progetti, piste di ricerca e di innovazione didattica a partire da ciò che è il contesto quotidiano delle scuole di Reggio Emilia, mettendo in luce come il nostro territorio non si stanchi mai di interrogarsi sulle molteplici modalità di formazione delle nuove generazioni attraverso percorsi inediti e non ancora sperimentati”.
La mostra rientra nell’ambito degli eventi organizzati in occasione del Patto per l’educazione promossi da Officina Educativa (i servizi educativi del Comune di Reggio Emilia), con la collaborazione, il sostegno o il patrocinio di istituzioni quali Miur-Ufficio scolastico regionale, Regione Emilia-Romagna, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, agenzie e cooperative di educazione e solidarietà, Fondazione Cassa di risparmio di Reggio Emilia ‘Pietro Manodori’, aziende.

