
La campagna gioca con l’ironia e il duplice significato di “tipo”, riferito sia al gruppo sanguigno che alle caratteristiche personali. I “tipi” della campagna sono persone comuni ma particolari, in qualche modo distintive anche se universali, accoppiate in maniera improbabile: la signora e il metallaro, il tatuato con la studentessa bon ton, l’uomo in giacca e cravatta con la ragazza con la cresta. Ognuno, rappresentato nella sua diversità, simboleggia per l’altro il “tipo ideale”, e racconta che le trasfusioni sono possibili anche tra diversi gruppi sanguigni. La scelta dei donatori modenesi come modelli della campagna è anche un modo per riconoscere la loro generosità e coinvolgere chi li guarda a immedesimarsi come possibile donatore. “Dobbiamo ringraziare ancora una volta – dichiara il presidente provinciale Avis Cristiano Terenziani – chi oltre al dono del sangue ci ha donato anche la propria disponibilità per questa iniziativa. Sono convinto che sono proprio i donatori i nostri migliori testimonial, con la loro generosità continua, volontaria, anonima e gratuita. Un nostro amico, un vicino, un collega donatore sono un esempio da seguire e soprattutto l’unica risposta oggi esistente al bisogno di sangue. Le “coppie impossibili” della campagna ci trasmettono anche un messaggio sociale: in nome del sangue ogni diversità, ogni differenza apparentemente inconciliabile si supera”. La necessità di reperire nuovi donatori rimane primaria per l’Avis provinciale, reduce da un’estate caratterizzata da diverse situazioni di criticità che hanno richiesto uno sforzo straordinario da parte di donatori, volontari e sanitari per rispondere alle esigenze del nostro Servizio Trasfusionale, ultima in ordine di tempo l’emergenza sangue nel Lazio a causa del virus della cikungunja.


