
Nell’incontro dei sindacati svolto la settimana scorsa in Confindustria con i consulenti dell’azienda non erano emerse garanzie sia sul pagamento degli stipendi che sulla prospettiva produttiva dello stabilimento.
Per questo, venerdì scorso i sindacati Fiom/Cgil e Fim/Cisl, insieme ai lavoratori riuniti in assemblea, hanno proclamato lo sciopero ad oltranza a partire dalla giornata odierna.
Contemporaneamente, Fiom e Fim nello stesso pomeriggio di venerdì avevano subito inoltrato richiesta alle istituzioni – al Comune di Concordia e all’assessorato alle politiche del Lavoro della Regione Emilia Romagna – per convocare quanto prima un tavolo di crisi con le parti, per avere garanzie sul sito e per i 66 lavoratori coinvolti.
Stamattina durante il presidio del primo giorno di sciopero, il consulente dell’azienda ha ricevuto i sindacalisti di Fiom e Fim e ha garantito il regolare pagamento dello stipendio del mese di ottobre come da normale scadenza entro il 10 novembre.
“Ha anche garantito – spiega Alessandro Cambi della Fiom/Cgil – l’interesse di un soggetto imprenditoriale estero, interessato a dare continuità produttiva allo stabilimento e per questa ragione ha detto di aver presentato in data 30.10.17 richiesta di proroga dei termini del concordato per altri 60 giorni”.
A fronte del verbale d’incontro di stamattina che prevede il pagamento del mese di ottobre e in attesa dell’omologa del concordato da parte del tribunale, con la prospettiva di ulteriori 60 giorni di tempo per trovare un acquirente, i lavoratori hanno deciso di riprendere momentaneamente l’attività lavorativa. E’ stato perciò sospeso temporaneamente lo sciopero e sciolto il presidio in vista del confronto che dovrà avvenire in sede istituzionale.
“Sospendiamo momentaneamente le iniziative, in attesa del confronto – conclude Cambi – ma restiamo preoccupati per i redditi di queste famiglie ed il mantenimento dei posti di lavoro su Concordia che vanno in tutti i modi salvaguardati”.

