
Il documento promosso dal Centro Nazionale Sangue, dal Centro Nazionale dei Trapianti, dalle Associazioni del Volontariato insieme al Ministero della Salute fissa una serie di principi ed impegni per la promozione del dono biologico (sangue, emocomponenti, cellule, tessuti, organi e nutrienti) e per la tutela della sua natura libera, volontaria, consapevole, responsabile e non remunerata.
Alla firma di sabato erano presenti insieme al direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno e a quello del Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa, il presidente nazionale AVIS Alberto Argentoni, la presidente di AIDO Flavia Petrin, di ADMO Rita Malavolta, il presidente Fidas Aldo Ozino, i dirigenti e responsabili di Fratres, ADOCES, ADISCO, Croce Rossa, Ass. Marta Russo e ass. Liver Pool. hanno partecipato all’incontro di Modena e hanno sottoscritto la Carta anche le associazioni dei riceventi e malati, che al dono devono le loro vite: i cardiotrapiantati, i trapiantati di fegato, di reni e gli emodializzati.
Nelle parole del Ministro e negli interventi dei responsabili nazionali è stato ribadito come i valori del “sistema dono”, che in Italia è gratuito, vadano difesi e promossi tutti insieme, perché sono identitari del nostro Paese e stanno alla base del nostro ordinamento sanitario. Modena e l’Avis Modenese diventano dunque il luogo nel quale il mondo del dono, nella sua componente istituzionale volontaria, e le organizzazione dei donatori, dei riceventi e degli ammalati sanciscono un nuovo punto di partenza per rafforzare il network del volontariato del dono. La Carta sottoscritta si propone come documento aperto, a cui si potranno unire le firme di altre associazioni che si riconoscono in questi principi.

