
Agghiaccianti brutalità, quelle vissute dalla donna dopo la decisione di lasciare l’uomo maturata nel giugno dello scorso anno (dopo una breve relazione sentimentale), portate alla luce anche grazie alla sensibilità del Maresciallo che ha aiutato la vittima a vincere le sue paure e farle trovare il coraggio di denunciare le violenze che subiva da mesi. Pesanti come un macigno sono le accuse mosse all’indagato: sequestro di persona, lesioni aggravate e atti persecutori. Oltre al grave episodio del 31 agosto 2017 che ha visto la donna, attirata con l’inganno dall’uomo che si dichiarava bisognevole di cure in quanto ammalato, essere chiusa a chiave nella casa dell’uomo dove è stata pestata e fatta oggetto di gravi minacce di morte. Innumerevoli gli altri episodi vessatori subiti dalla donna tra giugno e dicembre dell’anno scorso: continui pedinamenti per controllarne ogni spostamento (facendole poi sapere di essere a conoscenza anche solo dei più piccoli dettagli), reiterate minacce di morte fatte anche puntandole un fucile (poi risultato finto) e con un coltello. Episodi vessatori che nel tempo hanno cagionato alla 40enne un perdurante e grave stato di ansia e di paura che l’hanno costretta modificare le abitudini di vita (non tornava più a casa chiedendo ospitalità a parenti e amici, parcheggiava l’auto lontana dal posto di lavoro affinché l’ex non la notasse etc..). La vittima è dovuta ricorrere più volte alle cure mediche: il 31 agosto 2017, quando è rimasta vittima del sequestro con pestaggio, ha riportato lesioni varie giudicate guaribili in 7 giorni e a fine novembre sempre del 2017 quando colpita con un paletto di ferro alle gambe, braccia, addome e alla schiena ha riportato poli-contusioni guaribili in 15 giorni. L’auspicio è che ora la donna possa riprendere la sua vita: l’uomo violento è stato arrestato dai carabinieri.

