
A identificare il giovane sono stati gli agenti della Polizia municipale grazie alle telecamere di videosorveglianza, che lo avevano ripreso all’opera armato di bombolette. A tradire il giovane è stata tuttavia l’estrema vanità e il suo uso di “tag” sui social network. Un controllo incrociato su Instagram, Youtube e altre piattaforme ha permesso agli agenti di risalire a un nome e cognome. Le prove raccolte durante le indagini, coordinate dal Pubblico ministero Giulia Stignani, hanno fatto scattare il blitz a casa del giovane azero, dove è stato ritrovata la giacca utilizzata durante le incursioni. Il giovane interrogato all’interno degli uffici del Comando ha ammesso le proprie responsabilità ed è stato quindi denunciato.

