
Nel corso del 2017 l’export ha riportato una crescita tendenziale pari a +5,2%, corrispondente ad un incremento in valore assoluto di 624 milioni di euro. L’Emilia-Romagna ha mostrato un risultato ancor più positivo (+6,7%), così come il totale Italia (+7,4%).
Modena si conferma all’ottavo posto nella classifica delle province italiane per valore delle esportazioni.
In regione la crescita delle vendite all’estero è diffusa in tutte le province, con un massimo a Ravenna (+11,6%), seguita da Ferrara (+9,4%) e Rimini (+9,0%), mentre l’incremento più basso si registra a Piacenza (+2,2%). Modena rimane la seconda provincia dell’Emilia-Romagna per valore assoluto di export (21,1% del totale regionale) dopo Bologna (22,8%).
In provincia di Modena gli incrementi dell’export si sono distribuiti in quasi tutti i settori merceologici, ma soprattutto nei mezzi di trasporto (+12,6%) e nelle macchine e apparecchi meccanici (+9,3%), due comparti che assieme superano il 50% totale export modenese. Buona anche la ripresa della ceramica (+2,6%), anche se un po’ rallentata rispetto agli anni precedenti, infine l’agroalimentare chiude l’anno in pareggio, dopo numerosi anni di incremento. Negativi invece il biomedicale (-1,7%) e ancor di più il tessile abbigliamento (-15,0%).
Per quanto riguarda la ripartizione per aree geografiche, vi sono ben quattro zone che registrano incrementi a doppia cifra, con l’Asia in testa (+11,2%), seguita dall’America Centro Sud (+11,0%), dall’Oceania (+10,6%) e dagli Stati Uniti (+10,1%). Buona la tenuta anche dell’Unione Europea a 15 paesi (+3,8%) e degli altri paesi europei non appartenenti alla UE (+4,2%). Restano negative le aree con conflitti in corso come il Medio Oriente (-6,7%) e l’Africa.
Infine la classifica dei primi dieci paesi di destinazione dell’export modenese è piuttosto stabile: gli Stati Uniti si confermano al primo posto con 1.805 milioni di euro, in aumento del 10,1%; seguono i nostri partner storici, Francia e Germania. Degno di nota è il sensibile incremento di vendite in Cina (+19,5%) che la fa rientrare in classifica direttamente all’ottavo posto facendo retrocedere i Paesi Bassi; infine molto buona anche la performance del Giappone (+10,8%).


