Indagini della Polizia Stradale di Modena su traffico di autoveicoli reimmatricolati, di provenienza furtiva

    Pubblicità










    La Sezione Polizia Stradale di Modena, con la collaborazione della Motorizzazione civile, sta procedendo ad indagini inerenti la nazionalizzazione di alcuni veicoli di provenienza estera: in tale contesto capita che organizzazioni criminali riescano ad introdurre sul territorio nazionale veicoli già oggetto di furto in Italia e poi reimmatricolate facendole apparire, mediante l’utilizzo di documentazione opportunamente falsificata, come provenienti dall’estero.

    L’attività, consistente essenzialmente nel controllo della documentazione cartacea prodotta in sede d’immatricolazione, ha portato al sequestro di alcune autovetture (Volkswagen Tiguan, Ford Kuga e Mini Cooper D ,ecc..) immatricolate sul territorio nazionale attraverso la presentazione appunto di documenti sottratti in bianco in altri paesi europei e successivamente falsificati.

    Dalle verifiche effettuate sui veicoli sottoposti a sequestro, è anche emerso che gli stessi erano oggetto di furto in varie parti d’Italia e che il numero di telaio, opportunamente “ripunzonato”, era stato alterato al fine di nasconderne la reale provenienza delittuosa, rendendone così difficoltosa l’identificazione da parte delle Forze di polizia.

    I veicoli venivano poi rivenduti attraverso inserzioni pubblicate sui vari siti internet specializzati a prezzi particolarmente allettanti, tanto da attrarre gli “ignari compratori”, che sono poi stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di ricettazione.

    Sono in corso indagini volte all’identificazione degli autori della falsificazione che, qualora individuati, verranno denunciati per riciclaggio e falso.

    Le autovetture in tal modo reimmesse sul mercato nazionale e sequestrate, sono tutte di marca e modello recente e di facile commercializzazione ed hanno un valore di mercato nell’ordine dei 18/20.000 euro ognuna.

    La Polizia Stradale raccomanda di diffidare di offerte di acquisto di autovetture troppo appetibili che potrebbero sottintendere una provenienza illecita del veicolo e di effettuare un approfondito controllo della vettura e dei documenti, eventualmente interessando anche il personale della casa produttrice presente presso i vari concessionari auto.

    Pubblicità











    Articolo precedenteLotta alle discriminazioni e alla violenza di genere. La Regione premia il progetto “Pari per fare la differenza” dell’Unione Colline Matildiche
    Articolo successivoAl via le Giornate di Primavera FAI: sabato 24 e domenica 25 marzo porte aperte in Emilia-Romagna a 47 beni storici e artistici in 26 località