
I militari, riusciti a mettersi in contatto telefonico con la moglie, che si trovava in compagnia dell’uomo, lo hanno convinto a costituirsi. La pistola utilizzata per la rapina, risultata una scacciacani, era stata rinvenuta dai carabinieri su indicazione del rapinatore: durante la fuga l’aveva gettata lungo la Cispadana. Per questi fatti l’uomo, un imprenditore edile 48enne residente a Gualtieri, a Gennaio di quest’anno è stato condannato dal Tribunale di Reggio Emilia a 3 anni di reclusione, 800 euro di multa con l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
La sentenza divenuta esecutiva ha visto i l’ufficio esecuzioni penali della Procura reggiana emettere l’ordine di carcerazione che ieri è stato eseguito dai carabinieri di Gualtieri che hanno arrestato l’imprenditore conducendolo in carcere per l’espiazione dei 3 anni di condanna detratti i 4 giorni di carcerazione cautelare fatti all’epoca dell’arresto. La vicenda porta nuovamente alla ribalta il problema della ludotopia e le sue conseguenze. Nel settembre del 2013, sempre a Novellara, un uomo di 56 anni, pure lui imprenditore, era finito sul lastrico per i videopoker e dopo aver perso 500 euro con una maschera di carnevale e un coltello si era presentato nel bar dove aveva perso tentando di rapinarlo. Scoperto, era stato denunciato dai carabinieri, che lo convinsero a rivolgersi a una comunità per essere aiutato a uscire dal tunnel della ludopatia.

