
Alcuni modenesi, residenti in zone diverse della città, stanno passando notti insonni disturbati da quello che sembra il suono continuato di una strana sirena, come di “una sonda” e qualcuno ha anche chiesto l’intervento della Polizia municipale. L’ispettore in servizio notturno, per altro residente in una zona collinare, non ci ha messo molto a riconoscere il caratteristico canto che l’Assiolo emette soprattutto nelle stagione primaverile ed estiva per richiamare un’eventuale compagna. Il verso emesso ininterrottamente per ore è quasi sempre monosillabico e assomiglia a un “djü” o “chiù”, come sanno bene gli estimatori di Giovanni Pascoli che lo ricorda nella sua “L’assiuolo” in Myricae.
L’attività di canto dell’Assiolo comincia poco dopo il tramonto e finisce all’alba, proprio come lamentano i cittadini che hanno segnalato la presenza dell’incessante rumore; al sorgere del sole, il “gufetto”, tanto attivo di notte quando caccia insetti e topolini, solitamente scompare nella cavità di un albero.

