
La nuova legge intende incrementare l’attrattività e la vivibilità del territorio attraverso politiche di rigenerazione urbana (qualità dell’ambiente, sicurezza sismica, efficienza energetica) e misure di contenimento del consumo di suolo (introducendo il principio del ‘consumo del suolo a saldo zero’).
“L’accordo congiunto dei Comuni dell’Unione – spiega il Presidente dell’Unione Val d’Enza, Paolo Burani – permetterà di pianificare il territorio in modo innovativo e razionale, valorizzando tutte le possibili sinergie tra i territori coinvolti nel rispetto delle particolarità e specificità presenti.
Oltre a beneficiare dei vantaggi economici e di efficienza della gestione associata, i singoli Comuni dell’Unione continueranno a mantenere la propria potestà decisionale sulla programmazione del territorio: infatti l’approvazione del nuovo Piano Urbanistico Generale intercomunale (PUG) spetterà ad ognuno di essi.
La Legge prescrive tempistiche precise per predisporre l’ organizzazione e gli strumenti per la sua attuazione: entro il 2021 dovrà essere costituito un Ufficio di Piano intercomunale – con competenze paesaggistiche, ambientali, giuridiche, economico-finanziare e di pianificazione – e dovrà essere avviata la nuova programmazione; mentre entro il 2023 dovrà essere adottato un nuovo PUG, cioè il Piano Urbanistico Generale intercomunale, obiettivo che sarebbe difficile raggiungere da parte di ogni singolo Comune per difficoltà a reperire tutte le necessarie competenze e risorse.
Con questo accordo l’Unione Val d’Enza unisce le risorse e le professionalità presenti in tutti i comuni per rispettare le scadenze della LR n 24 e soprattutto – grazie alla tempestività con cui ha ottenuto l’accordo – si può candidare al finanziamento regionale – scaduto il 15 ottobre scorso – di 1.800.000 euro stanziati per la redazione dei PUG.
Si tratta di un momento particolarmente significativo sia per il tempismo con cui l’ Unione è intervenuta, ottenendo i relativi vantaggi economici del finanziamento regionale, sia per gli effetti che la nuova gestione in forma associata della programmazione potrà imprimere all’organizzazione del territorio.
Un passo importantissimo che ha a che vedere con la cura e la tutela di un patrimonio – il territorio – che appartiene ai cittadini di tutte le generazioni: quelle attuali ma soprattutto quelle che verranno – conclude Paolo Burani.

